Di Maio al congresso di Articolo 1 fa lo statista: “Il conflitto in Ucraina è già una guerra mondiale”

sabato 23 Aprile 13:56 - di Stefania Campitelli

Dal palco del congresso di Articolo 1 Luigi Di Maio si improvvisa statista. Ospite d’eccezione (ci sarà anche Enrico Letta) alle assise che confermeranno (magari con plebiscito sovietico) il ministro Roberto Speranza alla guida del partito. Dopo i ringraziamenti di rito, rigorosamente sulle note di Bella Ciao, si aprono i lavori.

Di Maio al congresso di Articolo 1: un fiume in piena

E il titolare della Farnesina è un fiume in piena. La guerra russo-ucraina è ovviamente l’argomento che mette in ombra tutto il resto. “La guerra lanciata dal presidente Putin contro l’Ucraina è una guerra di aggressione ingiustificata. Ingiustificabile e contraria a tutte le basilari norme del diritto internazionale”, sono le prime parole di Di Maio. Che parla di “grave vulnus all’ordine internazionale”, che avrà ripercussioni per molto tempo.

Il conflitto mette a rischio la sicurezza europea

Il conflitto – dice – mette in discussione l’architettura di sicurezza europea. E l’aggressione russa è un attacco al cuore dei valori dell’Occidente”. Davanti alla platea della sinistra ‘capitanata’ dal ministro della Salute, sopravvissuto al Conte 1 e al Conte 2, Di Maio esibisce inorgoglito la compattezza della  risposta europea e atlantica. “L’Italia sostiene i pacchetti di sanzioni dell’Ue contro la Russia perché sono l’unico modo per indebolire Putin.  Le sue cerchie di oligarchi e ridurre la possibilità di finanziare la guerra in Ucraina”. Sulle sanzioni, unico strumento pacifico efficace, insiste molto. Forse per rassicurare la sinistra arcobaleno che è fibrillazione per la linea interventista dei cugini del Pd.

L’obiettivo della difesa comune europea

“L’obiettivo – dice ancora il ministro degli Esteri – è quello di costruire una difesa europea. Di cui già avevamo iniziato a parlare con la crisi dell’Afghanistan. E che adesso diventa ancora più importante. La nostra difesa europea non deve guardare solo a Est”, ha poi precisato. “Non possiamo costruire il concetto di difesa europea in base alle crisi contingenti che stiamo vivendo”. Parole choc per il ministro grillino che insieme al movimento non ha mai brillato sull’argomento. Non guasta ricordare che i 5Stelle sono quelli che inorridivano davanti alla parata militare del 2 giugno.

Le sanzioni unico strumento contro Putin

Quella in Ucraina “è già una guerra mondiale dal punto di vista economico”, incalza. “L’impatto sui prezzi è a livello globale. E tutto quello che sta avvenendo sull’energia, ma anche sul pane, per effetto delle mancate importazioni di grano e di altri beni di prima necessità sta avvenendo a livello globale”. Fotografie sdegnate della realtà ma di soluzioni poche. Se si escludono gli slogan ben recitati.

 

 

 

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