Calenda irride Letta: “Ma come fai a stare con Conte?” E nel Pd scoppia la grana “Giuseppi”

giovedì 21 Aprile 15:38 - di Gabriele Alberti
Calenda Letta Conte

“Ma come fai a starci insieme?”. L’ex ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda non si lascia sfuggire l’occasione di sbertucciare il Pd e il suo segretario Letta all’indomani della pessima figura fatta da Giuseppe Conte: alleato di governo, ma quantomai ambiguo su temi su cui l’equidistanza è un disvalore, sintomo di vaghezza politica. Calenda  su twitter si rivolge esplicitamente al numero uno dem: “Enrico Letta, comprendi che il tuo alleato Giuseppe Conte è equidistante da Le Pen e Macron mentre tu sostieni che una vittoria della Le Pen sarebbe una vittoria di Putin? Come fate ad andare avanti insieme con queste differenze sui valori di fondo di una democrazia liberale?”

Calenda sbertuccia Letta e affonda Conte

In effetti, le parole dell’ex premier  in tv sulle elezioni francesi , oltre a fare innervosire la Gruber a “Otto e mezzo”, dove Conte era ospite, stanno scatenando un vespaio di polemiche proprio nel Pd. Una bella grana per Letta. Tra i dem è tutto un pullulare di tweet “scandalizzati” della leggerezza dell’ex premier e leader Del M5S. “È proprio così difficile scegliere? #Conte”, lo prende di petto la dem Chiara Gribaudo  postando una foto di Marine Le Pen con Vladimir Putin. Il fatto è più profondo e va oltre le presidenziali francesi. Il M5S è una mina vagante anche per quanto riguarda la linea politica del governo sulla guerra. La fronda sull’invio delle armi è un bella gatta da pelare per Draghi e alleati.

Gori: “Letta dia almeno a Conte il cartellino giallo…”

Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori ne ha le tasche piene di Giuseppi: “L’imbarazzante equidistanza di Conte da Macron e Le Pen non è esattamente una sorpresa, ma segna il superamento di ogni pur generosa soglia di tolleranza. Fallo grave. Mi auguro che Enrico Letta gli mostri almeno il cartellino giallo“. Troppi imbarazzi: il Russiagate da chiarire, le cene imbarazzanti, l’autodifesa balbettante. Ci mancava anche l’infelice – da punto di vista del Pd- equidistanza tra Le Pen e Macron per far alzare un polverone nel partito di Enrico Letta. Senza contare la linea ondivaga del M5S sull’invio delle armi in Ucraina. Già, ma come fanno a stare insieme?

Pd furibondo con Conte: “Superata la soglia di tolleranza”

“I progressisti italiani ed europei stanno con Macron, non nel mezzo. Non possono esserci tentennamenti se si vuole stare nel campo progressista. Viene da pensare allora che quell’adesione non sia così convinta…”. Matteo Orfini va giù pesante parlando così all’Adnkronos di Giuseppe Conte. Il Pd può essere alleato con chi non sceglie tra Macron e Le Pen? Già, bella domanda. Orfini, quale spiegazione si dà della ‘timidezza’ di Conte?, è la domnanda.  “Nella storia di Conte ci sono ambiguità, ha governato con la destra facendo scelte di destra come i decreti sicurezza. Capisco la difficoltà nella ricostruzione storica della sua pur breve attività politica, ma se uno si vuole collocare nel campo progressista non possono esserci timidezze. Spero che lui e gli altri leader del M5S trovino il modo di correggere”. Questo il clima che si respira tra due partiti azionisti di maggioranza del governo Draghi. E Calenda ci sguazza, ovviamente dall’alto del suo partitino del 3 per cento

 

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