“Berlusconi ha chiamato Putin”. Ecco cos’è davvero successo nel retroscena svelato da Caracciolo (video)

venerdì 1 Aprile 8:09 - di Lucio Meo

I due vecchi amici al telefono per provare a mettere fine alla guerra in Ucraina? Una bella suggestione, quella di Silvio Berlusconi che parla con Vladmir Putin e lo convince a trattare, ma solo una suggestione al momento, anche se, secondo i bene informati, il leader di Forza Italia ci avrebbe provato davvvero. Lo ha svelato Lucio Caracciolo, opinionista tra i più ascoltati in tv ed esperto di politica estera, nonché storico direttore della rivista di geopolitica Limes, che l’altra sera, ospite di Lilli Gruber sulla Sette, ha detto, testualmente: “Mi risulta che anche Berlusconi abbia provato a chiamare Putin, ma dall’altro non si sia alzato il telefono”. (video)

Berlusconi e il tentativo di chiamare Putin

Putin, dunque, non avrebbe neanche risposto al Cavaliere, nonostante gli antichi e solidi legami di amicizia tra i due. Questo perché – secondo Caracciolo – “è  tutto un altro clima, che porta la necessità di una propaganda al 100 per cento, porta anche da questa parte una certa facilità nel raccontare le cose che poi magari non vengono verificate”. Secondo il direttore di Limes, “la Russia è compattata e questo è un problema molto serio perché una Russia in questa condizione, anche di opinione pubblica, difficilmente vorrà arrivare a un vero negoziato”, spiega, considerando molto affidabile il sondaggio dell’istituto di ricerca Levada secondo cui la fiducia nel Capo da parte dei russi sarebbe oltre l’80%.

Lucio Caracciolo e l’allarma sul conflitto Usa-Russia

Lucio Caracciolo, che due giorni fa era stato protagonista di un episodio che aveva sollevato grandi polemiche, “accontentando” un giornalista russo nel non usare la parola “guerra”, ha poi lanciato l’allarme su un possibile conflitto Usa-Russia, commentando la notizia che gli Stati Uniti hanno invitato i loro cittadini ad andare via dalla Russia: “E’ molto grave, un paese non ritira i suoi cittadini da un paese se non teme di finirci in guerra…”.

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