Azovstal, bombe anche nella Pasqua ortodossa. Putin va a messa, l’Onu chiede una tregua subito

24 Apr 2022 17:19 - di Riccardo Angelini
azovstal

Anche nel giorno della Pasqua ortodossa gli aerei russi continuano a sganciare bombe sull’acciaieria Azovstal, dove sono asserragliati gli ultimi difensori ucraini di Mariupol. Lo ha dichiarato il vice comandante del reggimento Azov Svyatoslav Palamar in un discorso video pubblicato oggi sull’account Telegram, aggiungendo che viene utilizzata sia “l’artiglieria navale, che i cannoni, i carri armati e la fanteria”.

Le foto di Mariupol devastata

Secondo il vice comandante, i russi non si sono fermati nemmeno per la Pasqua ortodossa. Mentre molti ucraini in tutto il Paese celebrano la Pasqua, ha detto ancora, a Mariupol “il nemico sta sganciando bombe sulla testa di bambini innocenti”. Il reggimento Azov ha inoltre pubblicato una serie di foto scattate dall’alto di una Mariupol bombardata e ormai devastata. “Cristo è risorto – scrivono – l’Ucraina risorgerà. Dio vede”.

Putin alla messa per la Pasqua ortodossa

La situazione dei negoziati è in stallo mentre il leader turco Erdogan si offre ancora come mediatore. Intanto il presidente russo Vladimir Putin si mostra in pubblico alla messa di mezzanotte per la Pasqua ortodossa nella cattedrale del Cristo Salvatore a Mosca. La tv russa lo ha ripreso durante la cerimonia, celebrata dal Patriarca della Chiesa ortodossa di Russia, Kirill, che Putin ha personalmente salutato.

Erdogan si propone ancora come mediatore

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha sentito il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una conversazione telefonica incentrata sui negoziati Russia-Ucraina. E ha ribadito la volontà della Turchia di sostenere il processo negoziale, anche con un ruolo di mediazione.

In un twitter il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riferito del colloquio che ha riguardato anche le questioni relative “alle capacità di difesa dell’Ucraina e della sicurezza alimentare globale, minacciata a causa del blocco della navigazione nel Mar Nero”.

L’Onu chiede una tregua subito per evacuare i civili da Mariupol

Il coordinatore dell’Onu per la crisi in Ucraina, Amin Awad, infine, sollecita uno “stop immediato” ai combattimenti a Mariupol per consentire “ora, oggi” l’evacuazione dei civili intrappolati nella città sul Mar d’Azov. “Le vite di decine di migliaia di persone, fra cui donne, bambini e anziani, sono a rischio a Mariupol. Abbiamo bisogno di una pausa nei combattimenti in questo momento per salvare vite. Più aspettiamo, più vite sono a rischio. Devono poter lasciare la città ora, oggi. Domani potrebbe essere troppo tardi”, ha denunciato Awad, in una dichiarazione.

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