Mariupol in mano russa. Sergey Volyn, asserragliato con i suoi soldati, è il volto della resistenza ucraina

giovedì 21 Aprile 16:29 - di Francesco Severini
Mariupol

A Mariupol ci sarebbero 120mila civili intrappolati perché le autorità russe impediscono loro di lasciare la città. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, spiegando di essere in attesa di una risposta di Mosca alle ”proposte offerte” da Kiev per evacuare i civili.

Sergey Volyn simbolo della resistenza ucraina

Il simbolo della resistenza ucraina ormai non è più Zelensky, però, ma il comandante della 36a brigata dei Marines Sergey Volyn, asserragliato con i suoi soldati nei sotterranei dell’acciaieria Azovstal. Da lui è partito l’appello a tutti i leader internazionali. Il comandante ha chiesto “aiuto” per il trasferimento in un Paese terzo. “Il nemico è dieci volte più numeroso di noi – afferma Volyn – Facciamo appello a tutti i leader mondiali affinché ci aiutino”. Volyna parla di vantaggio russo dall’artiglieria alle forze di terra, passando per mezzi ed equipaggiamenti mentre gli ucraini difendono solo il sito di Azovstal.

Volyna chiede una “procedura di esfiltrazione” e chiede che tutti, soldati, più di 500 combattenti feriti e centinaia di civili, vengano portati in salvo sul territorio di un Paese terzo. “Questo è il nostro appello al mondo – dice – Potrebbe essere l’ultimo appello. Probabilmente stiamo affrontando i nostri ultimi giorni, se non ore”.

Il sindaco di Mariupol: i russi hanno fatto campi di filtraggio e usano la tortura

Anche per coloro che non sono intrappolati nei sotterranei di Azovstal la situazione non è certo rosea. Il sindaco di Mariupol Vadym Boichenko ha descritto durante un briefing la procedura di ‘filtraggio’ della popolazione organizzata dalle forze di occupazione a Mariupol. “Se sei stato collegato in un modo o nell’altro con il servizio municipale, vieni immediatamente incarcerato da due settimane a due mesi – racconta – Sappiamo che fanno ricorso alla tortura, come è avvenuto purtroppo per molti abitanti della città, sia uomini che donne. I centri di filtraggio sono quattro. Ci si iscrive e si sta in lista d’attesa. Il mio vicino ad esempio è il numero 3620, sostiene che forse nel dicembre 2024 riuscirà ad andare in Ucraina”. Sempre secondo fonti ucraine i russi stanno seppellendo i civili morti di Mariupol in fosse comuni a Manhus, una località ad una ventina di chilometri di distanza, per nascondere i loro crimini.

Shoigu: Mariupol è stata conquistata

Il ministro della Difesa russo  Sergey Shoigu ha detto che Mariupol è stata conquistata. Smentisce tuttavia Kiev: “Ancora 2mila soldati combattono nell’acciaieria”. “I militari ucraini possono deporre le armi e lasciare Mariupol attraverso i corridoi umanitari” ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

Mulè: non attaccano l’acciaieria per il timore di ordigni chimici all’interno

“A Mariupol – dice il sottosegretario alla Difesa e deputato Fi Giorgio Mulè – la situazione è molto compromessa per gli ucraini. L’acciaieria non viene attaccata per motivi strategici: c’è la fondata ipotesi che all’interno vi siano dei pericolosi ordigni chimici che potrebbero esplodere e perché quel luogo potrebbe servire come infrastruttura” ai russi “anche dopo l’eventuale vittoria. E poi c’è un motivo di propaganda: Putin vorrebbe mostrare l’immagine dei soldati ucraini uscire sconfitti con le mani alzate”.

 

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  • Giuseppe Giorgi 22 Aprile 2022

    Onore agli eroici soldati Ucraini