Urso: «La Russia fermi il suo esercito. C’è bisogno di una tregua e poi dell’azione diplomatica»

domenica 27 Marzo 12:29 - di Sara Gentile
Urso

«La via diplomatica deve essere sempre perseguita, è l’unica che può ripristinare stabilità e pace». Lo ha affermato il presidente del Copasir, Adolfo Urso, a SkyTg24, sottolineando che «è ovvio che la prima condizione è che la Russia fermi il suo esercito». «C’è bisogno di una tregua e poi dell’azione diplomatica».

Urso: «L’Italia è sempre stata un punto di frontiera»

«L’Italia, non da ora – ha sottolineato Urso – è sempre stata un punto di frontiera rispetto alla Russia e al Sud del Mediterraneo. Siamo la frontiera dell’Alleanza Atlantica e soprattutto sul bacino del Mediterraneo allargato». E poi ancora. «La Russia e non da ora, cerca di influenzare le nostre decisioni, dell’Italia e delle democrazie occidentali. Con campagne propagandistiche che usano cyber, fake news, piuttosto che strumenti di spionaggio classico». Ricordando che da tempo il Comitato pone l’attenzione sulla «postura sempre più aggressiva nei confronti dell’Occidente». «In alcuni campi, ad esempio il cyber, i rischi ci sono. Siamo già esposti, siamo vulnerabili negli attacchi cibernetici».

Urso: «Mettere in sicurezza il nostro spazio cyber»

«Sin dall’inizio della legislatura avevamo chiesto misure a tutela dello spazio cibernetico, alcune sono state attuate. Altre sono state fatte sull’onda dell’emergenza, altro dobbiamo fare in fretta per mettere in sicurezza il nostro spazio cyber», aggiunge. E poi ancora. «L’invasione russa non è un episodio scollegato. Ma una tappa della strategia che punta a mettere in discussione valori fondamentali dei paesi occidentali».

Poi rispondendo a una domanda sulla possibilità che si trovi una quadra tra le forze politiche sull’ordine del giorno che impegna il governo sull’aumento delle spese militari ha sottolineato: «Io presumo di sì. Altrimenti il governo porrà degli obiettivi graduali». «È molto opportuno l’odg approvato a larghissima maggioranza dalla Camera», ha detto ancora Urso. Aggiungendo che è importante che la stessa Europa «si muova su questa strada».

Sulla missione russa in Italia

Quanto alla missione russa in Italia in emergenza Covid: «Forse avremmo dovuto essere più previdenti anche nel momento della pandemia, ma se fosse stata intenzione dei russi attuare in quella missione anche un’operazione di spionaggio di qualche tipo, a noi risulta dagli accertamenti fatti che quegli obiettivi non furono raggiunti».

«Fino a poco tempo fa, è continuata la collaborazione da parte del Paese nella realizzazione di Sputnik, ma una cosa è la collaborazione sanitaria, un’altra cosa è diventare strumento di propaganda politica da parte di un attore che ci ha messo nel suo mirino», ha continuato.

 

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