Un liberale tutto d’un pezzo: è morto Antonio Martino. Fu ministro in tre governi Berlusconi

sabato 5 Marzo 12:38 - di Michele Pezza
Antonio Martino

Centrodestra in lutto: è morto Antonio Martino. Aveva 79 anni. Economista e politico, è stato ministro degli Esteri e della Difesa in tre dei quattro governi a guida Berlusconi. Tra i fondatori di Forza Italia, aveva la tessera n.2 del movimento “azzurro”. Figlio di Gaetano, rettore dell’Università di Messina (sua città natale) e più volte ministro del Pli, Antonio ha ereditato dal padre la passione per l’insegnamento (era docente di Economia politica) e per l’ideale liberale che lui intese in modalità assolutamente dura, pura persino radicale. Prima allievo e poi amico di Milton Friedman, si specializzò alla Scuola di Chicago, tempio del liberalismo mondiale. Proprio lì maturò i tratti che avrebbero caratterizzato il suo percorso. Chi lo ha conosciuto ne ricorderà l’inflessibilità nell’affermazione dei principi della libertà individuale, di quella  economica e dell’uguaglianza come base di partenza e non come destino egualitario.

Antonio Martino aveva 79 anni

Pilastri dottrinari che lo portarono spesso a sostenere dispute accese anche nel centrodestra e nel suo stesso partito. In Forza Italia, infatti, Antonio Martino fu il più convinto sostenitore della necessità di portare fino in fondo la “rivoluzione liberale“. Fu lui a lanciare la flat tax, intesa come motore della ripresa economica e della crescita del Pil. Coerentemente con la sua impostazione, Martino fu assertore dello “Stato minimo“, cioè leggero, non invasivo e rispettoso delle libertà e dei bisogni dei cittadini. Ma fattivo. Di certo non indifferente, se non assente, di fronte alla necessità di orientare la forza del mercato a realizzare una maggiore giustizia sociale. Nella sua visione lo Stato non era un dispensatore di elemosine o di prebende, bensì un regolatore il cui obiettivo finale consisteva nel creare le migliori condizioni di contesto per lo sviluppo dell’intrapresa individuale.

Un liberale “senza se e senza ma”

Assecondare i talenti per aiutare chi restava indietro. Il merito come leva per arginare il bisogno. Da liberale, come si direbbe oggi, “senza e senza ma“, Antonio Martino credette senza riserve nella funzione strategica del centrodestra. Ne fu esponente ascoltato e rispettato. A cominciare dal suo fondatore Silvio Berlusconi, che lo volle sempre accanto a sé affidandogli – nei suoi governi – deleghe delicatissime come quelle della politica estera e della difesa. Con la sua improvvisa scomparsa, se ne va uno dei maggiori e migliori protagonisti della Seconda Repubblica. Alla politica tutta e al centrodestra in particolare mancheranno non solo le sue idee e le sue lezioni, ma il suo esempio di uomo libero. E soprattutto di politico che mai piegò le proprie convinzioni alle proprie convenienze.

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