Berlusconi al Quirinale, la partita entra nel vivo. L’economista Martino: «Uno come lui in Italia non c’è»

martedì 23 Novembre 12:48 - di Lara Rastellino
Berlusconi al Quirinale

Partita per il Quirinale entra nel vivo:  il presidente Sergio Mattarella torna a ribadire il suo fermo no a un bis per il Colle. La sinistra è nel panico più totale. Il centrodestra, al contrario, si conferma serenamente convinto del suo candidato Silvio Berlusconi. Il quale, dopo aver incassato l’inedito endorsement della Fornero, ora viaggia più spedito che mai forte anche dell’imprimatur appena arrivato dal presidente del gruppo del Ppe al parlamento europeo: il tedesco Manfred Weber. Il quale, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano cosa ne pensasse dell’ipotesi per il leader di Forza Italia di diventare il prossimo presidente della Repubblica, ha dichiarato netto: «Silvio Berlusconi è un politico europeista è ha sempre avuto un approccio filo-europeo che apprezzo e questa è una considerazione ragionevole».

Berlusconi al Quirinale: ecco il quadro della situazione

Non solo. Dopo l’incoraggiante profluvio di dichiarazioni favorevoli e attestazioni di stima politica che nelle ultime settimane hanno contraddistinto una eventuale corsa per il Quirinale del leader forzista, oggi dalle colonne di Libero, l’economista Antonio Martino – che con il padre nobile di FI ha condiviso buona parte dell’avventura politica – dichiara il suo plauso. E, ottimista e divertito aggiunge anche, parlando «non da amico di Berlusconi, ma da osservatore esterno: uno come lui, in Italia, non c’è. Persino a sinistra si stanno rendendo conto di avere sbagliato nell’accanirsi così tanto verso la sua persona, nell’applaudire quei magistrati cialtroni che hanno provato in tutti i modi a metterlo in galera. Credo che un po’ di complesso di colpa, nei suoi confronti, a sinistra lo abbiano»…

L’economista Martino: «Uno come lui, in Italia, non c’è»

Un’intervista a tutto campo in cui la storica tessera numero 2 di Forza Italia. Oltre che ex ministro degli Esteri e della Difesa, promuove e boccia ex presidenti e papabile per il Colle del momento. E allora: archiviata la pratica Napolitano, di cui Martino dice: «In particolare, mi fu indicato da un esponente dell’ultrasinistra come il peggiore che l’Italia abbia mai avuto. Ho capito che c’era una ragione per cui i miglioristi erano accusati dagli altri compagni di essere i veri leninisti del partito». Superata la fase Romano Prodi: «Non se n’è più parlato, grazie a Dio. E spero che quell’ipotesi sia stata cancellata. La verità è che oggi (a sinistra ndr) non hanno un loro candidato valido da contrapporre a Berlusconi».

Berlusconi al Quirinale e tutte le ipotesi in campo

Così, sorvolando sull’ipotesi Gentiloni: «È una persona per bene e ho stima per lui, anche se da quando è andato in Europa ha detto una serie di cavolate». Martino, dopo il disastro delle performances catto-comuniste che Rosy Bindi potrebbe rinverdire, ribadisce: «Dio ce ne scampi. Einaudi fu sostituito al Quirinale da un cattocomunista che si chiamava Giovanni Gronchi. Fu un presidente della repubblica arrogante e antipatico. Poi venne Antonio Segni, uomo colto e vero signore. Ce ne furono altri, dopo di lui». E rilancia: «Ora come presidente della repubblica potremmo avere un brianzolo dotato di una certa capacità imprenditoriale. A me non dispiacerebbe»…

Il punto di Berlusconi sulla Legge di Bilancio

Dunque questo è il quadro che si delinea. In un contesto in cui Berlusconi, Quirinale a parte, proprio oggi ha incontrato in videoconferenza il coordinatore nazionale Antonio Tajani e i capigruppo al Senato Annamaria Bernini e alla Camera Paolo Barelli, per fare il punto sulla Legge di Bilancio e le altre prossime scadenze parlamentari.  Un incontro virtuale quanto pragmatico, in cui il numero uno degli azzurri ha ribadito la centralità del sostegno all’impresa per la creazione di nuovi posti di lavoro. Anche attraverso strumenti come il taglio del cuneo fiscale. Al quale vanno destinate risorse adeguate in ogni settore.

Per combattere la povertà: creare lavoro attraverso la crescita

Creare lavoro attraverso la crescita, ha spiegato Berlusconi, è la strada principale per affrontare in maniera strutturale il tema della povertà che affligge molte famiglie italiane. Soprattutto, ma non soltanto, nel Mezzogiorno. Di fronte a quest’emergenza Forza Italia ha sempre sostenuto la necessità di forme di integrazione al reddito di chi – non per sua colpa – non può lavorare. Penso agli anziani. A tanti disabili. Alle casalinghe. Ai giovani in attesa di occupazione o costretti a lavori poco retribuiti. Poi, sfiorando la vexata quaestio del Reddito di cittadinanza.

Tra integrazione al reddito e lotta agli abusi

Rispetto al quale Berlusconi spiega: nel 2018 lo avevamo chiamato “Reddito di dignità”. «Sul modello dell’imposta negativa sul reddito del grande economista liberale, premio Nobel Milton Friedman. Non diciamo nulla di nuovo ribadendo il fatto che gli abusi, da combattere con la massima severità, non cancellano la necessità di una forma di sostegno al reddito che responsabilizzi e incentivi – per chi può – la ricerca di un’occupazione. Perché questa non rimanga solo una petizione di principio, però, è necessario creare nuovi posti di lavoro. Attraverso un uso dinamico della leva fiscale. Le risorse del PNRR devono essere utilizzate pensando a questa esigenza».

 

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