Ucraina, Zelensky: «Io devo parlare con Putin perché la guerra dev’essere fermata»

3 Mar 2022 18:34 - di Sveva Ferri
zelensky

Cessate il fuoco immediato, armistizio e corridoi umanitari per l’allontanamento dei civili da villaggi e città distrutti o costantemente bombardati. Sono i tre punti del secondo round di negoziati tra Russia e Ucraina, al quale hanno partecipato ambasciatori, ministri, leader di partito e consiglieri dell’una e dell’altra parte. Ma non basta. Per Volodymyr Zelensky quello che serve è un confronto tra lui e Putin. «Non è che voglio parlare con Putin. Io devo parlare con Putin, perché questa guerra deve essere fermata», ha detto il presidente ucraino in una drammatica conferenza stampa a Kiev, mentre a Brest, in Bielorussia, erano in corso i negoziati.

Zelensky: «Chi ci pensa spaventati, non sa niente di noi»

«Temo per la vita dei miei familiari», ha detto il presidente ucraino, che ieri è scampato a un tentativo di omicidio da parte di un commando ceceno, grazie a una soffiata di apparati russi dissidenti. «L’obiettivo della Russia è vederci in in ginocchio», ma in realtà «ha paura della nostra unità», ha affermato ancora Zelensky, che in un videomessaggio diffuso in mattinata aveva ricordato: «Siamo sopravvissuti a due guerre mondiali, tre carestie, l’Olocausto, Babyn Yar, la Grande Purga, l’esplosione di Chernobyl, l’occupazione della Crimea e la guerra nell’est del nostro stato. Volevano distruggerci tante volte, ma non ci sono riusciti. Ne abbiamo passate tante. E se qualcuno pensa che dopo aver superato tutto questo, gli ucraini, tutti noi, siamo spaventati, distrutti o arresi, semplicemente non sa nulla di noi. Non sa nulla dell’Ucraina».

La richiesta di “no fly zone” e di una missione di peace-keeping

tornando a chiedere alla Nato l’imposizione di una “no fly zone” sull’Ucraina per contrastare gli attacchi russi. In giornata è stato poi il Parlamento ucraino, la Verkhovna Rada, a chiedere il dislocamento di una missione di Peace-keeping sul territorio del Paese e a lanciare un appello alle Nazioni Unite per una mediazione che fermi la guerra.

Zelensky: «Se cadiamo noi, poi tocca ai Paesi Baltici»

«I russi hanno bombardato anche le chiese», ha aggiunto il presidente, accusando l’esercito russo di aver portato con sé «un forno crematorio» per bruciare i corpi dei soldati e «non doverli mostrare alle loro madri» e far conoscere al popolo russo il vero prezzo del conflitto.  «I soldati russi stanno morendo e nessuno conta i corpi», ha detto Zelensky, parlando delle sanzioni come di «un buon inizio, sono serie» e ringraziando i «Paesi che ci hanno fornito armi», anche se «forse il mondo ha agito troppo tardi». E, ha avvertito, se l’Ucraina dovesse «cadere», nel mirino della Russia finirebbero «Lettonia, Lituania ed Estonia. Ricordate questo momento. Il mondo deve mostrare la sua forza».

 

 

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