Ucraina, transgender in fuga fermate al confine, il passaporto è col nome maschile: devono combattere

martedì 22 Marzo 19:36 - di Lorenza Mariani
transgender Ucraina

Il passaporto indica ancora le loro generalità maschili: nonostante il cambio di sesso effettuato, sui documenti non figura nessuna declinazione anagrafica al femminile. Pertanto, centinaia di donne transgender in fuga dall’Ucraina sono state respinte ai valichi di confine mentre tentavano di lasciare il paese in guerra. La denuncia di quanto accaduto oggi, rilanciata dalla Bbc, arriva dagli attivisti delle associazioni che, nel riportare il caso, pone l’accento sul caso delle leggi attualmente in vigore a Kiev, che vietano ai cittadini maschi dai 18 ai 60 anni di andare via. Per loro c’è l’obbligo giuridico, morale e civile di imbracciare le armi e difendere la patria sotto attacco.

Ucraina, i transgender in fuga respinti al confine

La legge marziale annunciata da Zelensky al Paese sotto attacco della Russia non lascia scampo. Dunque, nessuna via di fuga per gli uomini: i soggetti di sesso maschile non possono abbandonare le città invase dalle truppe russe e combattere. Una chiamata alle armi per difendere il territorio che il nemico minaccia, assedia e bombarda, che coinvolge giovani e meno giovani che risultano di sesso maschile sul passaporto. Un obbligo che dunque si estende anche ai soggetti transgender e che, denunciano le associazioni, sta vanificando i tentativi di fuga di moltissimi trans. Cittadini in fuga che i militari che presidiano i confini avrebbero respinto impendendo loro di andarsene: almeno il 90% dei casi, secondo alcune stime che gli attivisti hanno diffuso.

Sul passaporto c’è ancora il nome maschile: devono rimanere e combattere

A parte la legge marziale, del resto, in Ucraina cambiare il genere e il nome sul passaporto richiede un lungo processo. Un iter amministrativo che prescrive un articolato protocollo di controlli, certificazioni e diverse valutazioni psichiatriche, che allungano la pratica. Spesso scoraggiando molte delle persone orientante al cambiamento di sesso, che scelgono di non andare fino in fondo alla procedura burocratica. Così, in questi giorni di guerra, il combinato disposto tra la mancata formalizzazione del cambio di genere e la legge marziale, sta facendo la differenza. Al punto che, su circa 100 transgender che vorrebbero fuggire, solo il 10% riesce a farlo.

 

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