Ucraina, Curcio: «Il piano per l’emergenza nucleare c’è, speriamo di non doverlo mai usare»

sabato 5 Marzo 16:30 - di Sveva Ferri
nucleare

In relazione alla guerra in Ucraina, l’Italia «è allertata sotto ogni punto di vista», compreso quello dell’allarme nucleare. A spiegarlo è stato il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, nel corso di una conferenza stampa sulla gestione della crisi dopo il gravissimo attacco russo alla centrale nucleare di Zaporizhzhia a Energodar, nel sud dell’Ucraina.

Curcio: «L’Italia è allertata sotto tutti i punti di vista»

«Il Paese è allertato sotto tutti i punti di vista. Noi oggi ci occupiamo di accoglienza profughi, ma è evidente che il Paese è attrezzato anche ad altri livelli», ha spiegato Curcio. «Sia il Viminale, sia la Protezione Civile, sia i governi territoriali hanno ruoli in tutti gli scenari che dovessero presentarsi. Per la radioattività – ha chiarito il capo della Protezione civile – l’Italia è in stretto contatto, tramite l’ispettorato per la sicurezza nucleare, con gli organismi internazionali». Curcio, quindi, ha chiarito che il nostro Paese «ha un sistema di monitoraggio rilevante». «Noi – ha precisato – facciamo scenari quotidianamente».

Il piano per la crisi nucleare c’è: «Speriamo non serva»

Il piano radiologico nazionale, aggiornato alla Protezione Civile ogni 3 anni, vige dal 2010, e coinvolge i Vigili del Fuoco e le Prefetture. Attualmente la revisione è in fase di definizione. «Il piano esiste, ma speriamo non debba mai essere attuato», ha sottolineato Curcio. Il documento si compone di quattro parti. La prima riguarda gli obiettivi generali; la seconda gli scenari di riferimento, gli aspetti tecnici e la stima delle conseguenze; la terza è sulla strategia operativa; la quarta riguarda i modelli di intervento.

Un documento in quattro parti, pronto per diversi eventi

A illustrarne nel dettaglio i contenuti è stata oggi Repubblica, che chiarisce come il piano, stilato sulle basi tecniche indicate dall’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, «scatterebbe in caso di eventi scatenati da sorgenti radioattive, come incidenti durate il trasporto di materiale radioattivo o altri accadimenti accidentali, e nucleari, derivanti da centrali nucleari, da reattori, da incidenti a unità navali a propulsione nucleare o da incidenti che possono verificarsi durante il trasporto di materiale nucleare» e che «ognuno di questi eventi ha una particolare pianificazione circa le misure e gli interventi da adottare».

 

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