“Statu francese assassinu”: è morto Yvan Colonna, l’indipendentista corso pestato a sangue da un jihadista (video)

22 Mar 2022 9:50 - di Gloria Sabatini

Dopo tre settimane di coma non ce l’ha fatta. È morto all’ospedale di Marsiglia Yvan Colonna, il militante indipendentista corso pestato a sangue il 2 marzo in carcere ad Arles da un altro detenuto. Un jihadista accusato di terrorismo. Colonna stava scontando l’ergastolo per l’assassinio del prefetto Claude Erignac. La notizia del pestaggio aveva scatenato un moto di ribellione nell’Isola della Bellezza.

Corsica, è morto Ivan Colonna

All’annuncio della morte di Colonna gli indipendentisti si sono ritrovati a Bastia, davanti al Palazzo di Giustizia, a sventolare striscioni contro Parigi. Con la scritta “Statu francese assassinu”. Ad Ajaccio, davanti alla cattedrale, si sono radunati in silenzio molti gruppi di persone. L’associazione per la difesa dei prigionieri politici corsi Sulidarita ha twittato “Abbasso questo Stato francese assassino”.

Nazionalista, scontava l’ergastolo

Yvan Colonna, 61 anni,  è stato ferito a morte da un detenuto  camerunense di 36 anni. Che lo aveva aggredito durante l’ora di sport. A far scattare il pestaggio presunti motivi religiosi. L’aggressore, Franck Elong Abé, scontava una pena a 9 anni di carcere per associazione a delinquere di stampo terroristico. L’assassino, che ha tentato di strangolare Ivan riducendolo in fin di vita, avrebbe giustificato il pestaggio con il fatto che Colonna avrebbe “parlato male del Profeta”. Ma la dinamica dell’aggressione è poco chiara, visto che Colonna era in regime di sorveglianza speciale.

Le rivolte a Bastia e Ajaccio

Nazionalista e indipendentista, Colonna, icona della lotta del popolo corso per l’autonomia, malgrado la sua costante professione di innocenza, è stato riconosciuto come l’esecutore materiale dell’omicidio del prefetto Claude Érignac. Per il quale stava  scontando l’ergastolo. L’omicidio del rappresentante dello Stato francese in Corsica portò a una durissima repressione. Che ha finito per deteriore i già precari equilibri fra l’isola e il “Continente”. Allontanando qualsiasi passo in avanti verso l’autonomia speciale da sempre richiesta dalla Corsica.

Il silenzio della stampa

Davanti alla stampa indifferente e distratta, nelle principali città della Corsica nelle ultime settimane si sono svolte massicce proteste popolari. Su #Corsicanewes,  il quotidiano locale più popolare fra i corsi, si legge che la prima imponente manifestazione si è svolta il 6 marzo a Corte. Sede dell’unica Università dell’isola, alla quale hanno partecipato molti studenti. Poi la miccia della protesta è dilagata toccando le principali città dell’isola ‘italiana’, Bastia, Porto Vecchio e Ajaccio. Le proteste lamentano soprattutto la mancata protezione in carcere di Colonna. E l’accusa di corresponsabilità allo Stato francese. L’aggressione di Colonna, ridotto in fin di vita, è finita nel peggiore dei modi dopo tre settimane di coma all’ospedale di Marsiglia.

L’allerta di Macron e Darmanin nell’isola

La situazione incandescente ha messo in allerta il premier Emmanuel Macron. Che si sarebbe detto pronto a concedere l’autonomia alla Corsica, ma il condizionale è d’obbligo. La visita nell’isola del ministro dell’Interno Gérald Darmanin confermerebbe il parziale cambio di passo dell’Eliseo. Che ha deciso di sospendere la pena di Colonna per “motivi sanitari” (purtroppo ormai inutile).

Il compromesso elettorale di Parigi

Al termine dell’incontro tra il ministro Darmanin e il presidente del Consiglio esecutivo, Gilles Simeoni, la sottoscrizione di un documento. Che parla dell’avvio di “un processo a vocazione storica di confronto tra lo Stato e la Corsica. Per costruire una risposta politica globale alla questione corsa che coinvolga tutti i funzionari eletti e le forze attive”. Per ora solo un impegno formale da parte di Parigi. Compromesso al ribasso o campagna elettorale?

 

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