Spese militari, La Russa presenta l’odg di FdI: “Prendere i soldi dal reddito di cittadinanza”

28 Mar 2022 8:23 - di Eugenio Battisti

La maggioranza annaspa sulle spese militari. La prova del fuoco sarà in commissione al Senato, e poi in Aula, dove verranno a galla le contrarietà di 5Stelle e parte della Lega. Fratelli d’Italia si presenta all’appuntamento con un ordine del giorno per alzare al 2% del Pil le spese militari.

Spese militari, La Russa: ecco l’odg

“Per capire se il voto analogo della Camera è morto lì o è ancora un impegno”, spiega Ignazio La Russa, ex ministro della Difesa, al Corriere della Sera. “Non è per far emergere le loro divisioni, pure evidenti, non solo su questo. Ma perché crediamo che rispondere a impegni presi molto tempo fa con la Nato significa avere voce in capitolo nelle decisioni. Cioè più libertà e indipendenza”. Il senatore di FdI dice di rendersi conto della crisi. Ma nessuno chiede di arrivare subito al 2%. E comunque si potrebbe usare una quota del reddito di cittadinanza”.

Prendiamo una quota del rdc

Apriti cielo la sinistra urlerà allo scandalo (meno sostegno, più armi). La Russa spiega: “Noi chiediamo una norma che aiuti chi veramente ha bisogno. Questa ha sostenuto anche delinquenti e mafiosi. E le spese di Difesa non sono inutili, sono una necessità“.

Il papa è una cosa, la realpolitik un’altra

Quanto alle parole di papa Francesco, non fanno notizia. «E che deve dire un Papa? Una cosa è la predicazione morale, sacrosanta, una cosa la realpolitik . Il pacifismo non può essere unilaterale. “Noi ci disarmiamo e gli altri no. Lo faremo quando lo faranno pure gli altri. Abbiamo costruito l’Europa come grande potenza mondiale disarmata. E ora ci accorgiamo dell’errore perché abbiamo la guerra dentro i confini di chi ne vorrebbe far parte”.

La Lega ha una posizione diversa da noi

Salvini dice che si parla troppo di bombe e armi. «La Lega ha sempre avuto una posizione diversa dalla nostra. Lo dimostra il rapporto che ha avuto con la Russia. Quando era lecito. Perché Putin non aveva bombardato l’Ucraina. Ma sbaglia. Per avere un esercito europeo – conclude La Russa –  bisogna prima rafforzare la difesa nazionale a tutela della pace. Lo dimostra la Svizzera”. Infine osserva che a sinistra scatta un riflesso pavloviano: “I carri armati russi si devono difendere sempre. Capisco perché l’Anpi non voglia aiuti maggiori all’Ucraina. Quella non è una guerra civile. Assomiglia più all’invasione dell’Ungheria nel ’56 e poi a Praga con Ian Palach che si dava fuoco“.

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