San Nicola ha fatto il miracolo anche al ladro: con le sue offerte ha “scommesso” e ha vinto 1600 euro

mercoledì 30 Marzo 12:17 - di Lucio Meo

Si è tenuta poco fa sul sagrato della Basilica pontificia di San Nicola nel Borgo Antico di Bari la cerimonia di restituzione dei gioielli che adornavano la statua del santo e della reliquia della Santa Manna, rubati nella notte tra il 21 ed il 22 marzo all’interno del monumento religioso. La refurtiva è stata recuperata dalla Polizia di Stato, in particolare dagli agenti della Squadra Mobile e delle Volanti della Questura, nel primo pomeriggio del 26 marzo nei pressi di un casolare nel quartiere Japigia. I preziosi oggetti sacri ritrovati erano nascosti all’interno di uno zaino coperto da terra ed erba selvatica. Si tratta dell’evangeliario, dell’anello e del medaglione con all’interno la sacra manna che si trovavano nella teca della statua del santo patrono della città. Il presunto autore del furto è stato arrestato.

Il furto delle reliquie di San Nicola e l’arresto del tunisino

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica, si sono focalizzate sulla figura di un cinquantenne tunisino, senza fissa dimora, che aveva lasciato la propria impronta digitale sul luogo del furto, rintracciato in un casolare alla periferia della città ed arrestato dalla Polizia la mattina del 23 marzo. Decisiva, ai fini del ritrovamento, è stata la ricostruzione degli spostamenti che l’uomo avrebbe effettuato la notte del furto.

Gli investigatori, analizzando le tracce digitali e fisiche lasciate dietro di sé dal tunisino, sono riusciti ad accertare che questi, subito dopo il colpo, avrebbe trascorso il resto della notte in una sala scommesse nel quartiere Madonnella, giocando alle slot machines con le monete trafugate poco prima dalle cassette delle offerte della Basilica.

La vincita dei soldi scommessi utilizzando le offerte

Con le offerte al Santo, l’uomo avrebbe vinto oltre 1.600 euro, lasciando la sala scommesse nelle prime ore del mattino, con al seguito uno zaino. Insospettiti da tale comportamento, gli agenti hanno deciso di ritornare nel casolare dove si era rifugiato il tunisino, alla ricerca proprio di quello zaino. Dopo alcune ore di ricerche, uno degli agenti, camminando lungo il terreno adiacente il casolare, ha calpestato una porzione di terreno, nascosta dalle erbacce, che ha subito ceduto sotto il suo peso.

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