Sallusti asfalta Fratoianni sull’ipocrisia della sinistra pacifista, dalle Br a Putin: lui va in delirio (video)

lunedì 7 Marzo 13:13 - di Giulia Melodia
Sallusti

La manifestazione di Roma per la pace in Ucraina lo ha ribadito fino all’ultimo, dal palco di Piazza San Giovanni, al grido di uno slogan diventato il leitmotiv dell’evento l’evento: «Né con la Russia né con la Nato». Un assioma di base che ha spaccato il fronte sindacale in piazza e di cui Polito, in un editoriale dei giorni scorsi, ha smascherato le contraddizioni. Le illusioni. Le “ambiguità” riconducibili al “poliedrico” mondo pacifista. Ma se a dirlo a favore di telecamera è Alessandro Sallusti ospite in collegamento con Non è l’Arena su La7. E, soprattutto, se a doverlo recepire è Nicola Fratoianni presente in studio, sono dolori. Anzi grida di recriminazioni e disagio che nostalgismo e revisionismo di sinistra fanno fatica a stemperare.

Scintille in tv tra Sallusti e Fratoianni

Un contesto in cui diventa difficile spiegare quel « con questo, con quello» ciclicamente sbandierato dalla sinistra militante, ieri come oggi. Tanto che Polito, nella sua ormai celebre disquisizione giornalistica sottolinea: «Il difetto di queste posizioni “neutraliste”, che hanno portato la Cisl a non aderire alla manifestazione, sta nel mettere sullo stesso piano aggredito e aggressore». Rimarcando a stretto giro che: «Né con Putin né con la Nato» suona come «la riedizione di un vecchio e famigerato slogan degli anni di piombo, “né con lo Stato né con le Br”». Ebbene il “né, né” in questi giorni di guerra sul fronte ucraino è diventato il tormentone anche dell’ultima lite in tv. Per l’appunto, quella andata in onda tra Sallusti e Fratoianni con Giletti mediatore in diretta.

Le ambiguità della sinistra pacifista

Già, perché sollecitato da una richiesta di approfondimento sulla piazza pacifista in scena sabato nella capitale, Sallusti non può non replicare a Giletti che quella che si è radunata a Roma sabato in nome della pace e contro l’invasione dei russi in Ucraina è una folla che ha la «stessa radice culturale politica di chi diceva né con lo Stato né con le Brigate Rosse». Alessandro Sallusti lo dice forte e chiaro. È il punto centrale del commento che vorrebbe esplicitare. Ma che le grida scomposte di Fratoianni gli impediscono anche solo di formulare, al grido di: «Ma perché non ti vergogni?»…

Sallusti asfalta Fratoianni: «Capisco che per te è un nervo scoperto…»

Il direttore di Libero prova a proseguire. E , di rimando, incalza: «Capisco che per te è un nervo scoperto, per questo non mi fai finire». Poi, tentando di argomentare Sallusti aggiunge anche: ti ricordo che «abbiamo battuto le Brigate Rosse solo quando il sindacato e la sinistra hanno detto “adesso basta”». Ma il segretario di Sinistra Italiana, non vuole sentire ragioni. E replica sovrapponendosi al suo interlocutore: «Il sindacato di questo Paese non può non essere descritto come una delle forze principali che ha contribuito a sconfiggere il delirio armatista e il terrorismo. Quelli come te in tutti questi anni hanno giustificato ogni intervento militare in giro per il mondo». Ma, anche su questo fronte, Sallusti nel contraddittorio asfalta Fratoianni: «Io non ho giustificato niente. A me le bombe fanno schifo da qualunque parte arrivino».

Fratoianni ribatte attaccando Berlusconi…

Ma Fratoianni non ci sta a giocare solo di rimessa. E così, prova ad attaccare: e a suon di colpi bassi. «In tutti questi anni Putin è stato l’amico vostro, l’amico della destra internazionale», allude sibillinamente il segretario di SI. A quel punto, però, Sallusti torna a far sentire la sua voce: «Ma cosa frega a me? Io non sono andato a braccetto con nessuno, tu non fai parlare perché sei un comunista». Così, ottenuto l’ascolto, il direttore di Libero spiega: «È vero che Silvio Berlusconi è stato molto amico di Putin, ma solo perché seguiva il tuo ragionamento, non il mio. E quando io dicevo a Berlusconi che lui era un comunista, lui mi rispondeva: “Proprio per quello. O lo portiamo dalla nostra parte e lo ingabbiamo, oppure saranno problemi grossi”».

Ma ancora una volta Sallusti lo mette a tacere

«E questo discorso – continua Sallusti – lo faceva con Putin. Con Erdogan. E con Gheddafi. Il principio, secondo me anche saggio. Puntava a portare il nemico dalla propria parte. Insomma, Berlusconi non voleva vendere l’Europa alla Russia, il contrario: voleva portare la Russia in Europa. Non ce l’ha fatta. Ha fallito. Ma non è mai stato né». Detto ciò, i toni si placano. E Fratoianni si acquieta e prova a tacere…

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