Omicidio Cerciello: niente ergastolo per i due assassini. La vedova: “Il suo sacrificio non sia vano”

giovedì 17 Marzo 16:18 - di Carlo Marini
Cerciello Rega, ergastolo

La corte d’Assise d’Appello di Roma ha ridotto le condanne per Finnegan Lee Elder e per Gabriel Natale Hjorth, responsabili dell’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ucciso con undici coltellate a Roma nel luglio del 2019. Per Elder la condanna scende a 24 anni, mentre per Hjorth a 22 anni. In primo grado erano stati condannati entrambi all’ergastolo.

Nella requisitoria del 10 febbraio scorso il sostituto procuratore generale Vincenzo Saveriano aveva chiesto di confermare l’ergastolo per Elder e ridurre a 24 anni la condanna per Gabriel Natale Hjorth.

“Il sacrificio di mio marito non deve essere dimenticato: un servitore dello Stato ucciso nel momento più felice della sua vita. Il dovere della memoria non e’ solo di noi familiari ma e’ di tutti”. Cosi’ Rosa Maria Esilio, vedova del Vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, dopo la sentenza d’Appello che ha ridotto le condanne per i due americani imputati per l’omicidio.

“Siamo soddisfatti perché al di la delle pene l’impianto accusatoria ha retto. Nessuna sentenza potrà lenire il dolore nel cuore della vedova Rosa Maria Esilio. Certamente con questa sentenza il sacrificio di un uomo dello Stato quale Mario Cerciello Rega non è stato vano”. Così l’avvocato Massimo Ferrandino, legale della vedova di Mario Cerciello Rega.

I legali dei due americani delusi dalla sentenza

“Che schifo. Un compromesso per cercare di salvare un mentitore ma noi contiamo sempre sull’esistenza di un giudice a Berlino e a Strasturgo. Quello che e’ successo e’ indegno. Restano le bugie del testimone principale. Mi riferisco alle 53 bugie di Varriale”. Lo ha detto l’avvocato Renato Borzone, difensore insieme con il collega Roberto Capra di Finnegan Lee Elder. “Sono state concesse le attenuanti generiche. Non nascondo una grande delusione. Avevamo dimostrato l’estraneità di Gabriel Natale a questo fatto omicidiario, non aveva previsto l’omicidio, che non era prevedibile. Ci aspettavamo fosse riconosciuta la sua innocenza, Leggeremo le motivazioni perché credo che non sarà facile motivare una condanna in una vicenda così complessa”. Lo ha detto l’avvocato Francesco Petrelli, difensore con Fabio Alonzi di Natale Hjorth.

Omicidio Cerciello: il 5 maggio la condanna all’ergastolo

I due americani erano stati condannati per il delitto Cerciello il 5 maggio scorso: i giudici della prima Corte d’Assise avevano comminato l’ergastolo. Una sentenza che aveva accolto le richieste della procura con il pm Maria Sabina Calabretta. Nelle motivazioni della sentenza di primo grado i giudici avevano scritto: “La volontà omicidiaria è evidente, anche l’arma, un coltello da combattimento, con lama lunga circa 18 centimetri lo conferma, le ferite riportate dalla vittima escludono che i fendenti possano essere stati inferti a scopo di difesa, tutte le lesioni risultano molto gravi. Il vicebrigadiere Cerciello non può più riferire la sua versione, ma il suo corpo martoriato parla per lui e attesta la furia omicida di Elder”.

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