Antivirali, Broccolo: «Sono molto efficaci (e costosi). Ma li stiamo buttando per colpa della burocrazia»

lunedì 21 Marzo 9:23 - di Alessandra Parisi

Maledetta burocrazia. Gli antivirali funzionano molto bene anche con le varianti covid. Ma non vengono somministrati. Troppi vincoli, timbri e autorizzazioni. Alla fine c’è il rischio che vengano buttati. L’allarme arriva da Francesco Broccolo, virologo dell’università Bicocca di Milano e  direttore scientifico del gruppo Cerbahealthcare Italia. Che denuncia dalle colonne di Libero l’intoppo nella filiera che dovrebbe somministrali.

Antivirali, Broccolo: li stiamo buttando

“Oggi un semplice medico di base non può prescrivere gli antivirali a  un suo paziente. Neanche se questo si presenta all’ambulatorio con la febbre alta. E un tampone positivo in mano”. Il medico di famiglia – spiega il professore – ti deve mandare in un reparto di Malattie infettive. Che, a sua volta, deve verificare la tua idoneità al trattamento. E solo a questo punto si ottiene il medicinale.  Ma nel frattempo passano i giorni e questi farmaci devono essere somministrati entro le prime 72 ore. “Già è complicato per chi vive nelle grandi città. A Milano o a Roma dove può recarsi rispettivamente al Sacco o allo Spallanzani. Ma se lo immagina chi abita in un qualsiasi altro posto?”, dice Broccolo. Che chiede sburocratizzazione. “L’Italia ne ha già acquistato 600mila cicli, cioè il potenziale per curare 600mila persone. E lo sa quanto costa un ciclo? Settecento dollari”. Buttarli o sottoutilizzarli sarebbe una follia.

Tutta colpa della filiera della burocrazia

“Nel caso dell’hiv gli antivirali si assumo per tutta la vita. Col covid per cinque giorni e basta. Gli effetti crociati, cioè la sovrapposizione di diverse medicine, di cui parla qualcuno, qui non c’entrano. Tanto più che se c’è un dottore che dovrebbe conoscere lo storico dei proprio pazienti a menadito è proprio il medico di famiglia”. Broccolo, poi, è ottimista sul trend dei contagi. “Omicron 2 è  la variante al momento predominante nel mondo. Circa al 60%. In Italia non abbiamo ancora dati aggregati, ma possiamo dire di essere allineati. Il virus è meno aggressivo che in passato. Non c’è confronto con la variante Delta. Un recentissimo studio giapponese fatto sui criceti ha dimostrato che Omicron 2 è un po’ più virulenta di Omicron”.

L’Ema approverà il monoclonale di Moderna

Dobbiamo preoccuparci? «Dobbiamo preoccuparci se non ci preoccupiamo. Per adesso va piuttosto bene. I dati delle ospedalizzazioni sono sotto la soglia di allerta. E poi è in arrivo la bella stagione”. Il green pass ha fatto il suo tempo? “Il green pass era un mezzo di scopo .- spiega il virologo – e, raggiunto lo scopo, ora che abbiamo una percentuale di vaccinati introno al 90%, non ha più molto senso. Anche perché i vaccini che abbiamo adesso sono obsoleti. Tra poche settimane l’Ema approverà il monoclonale di Moderna. Verrà iniettato intramuscolo e avrà una valenza di sei mesi. Sarà una sorta di vaccino per chi non si può vaccinare“.

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