L’arcivescovo di Kiev: «L’inviato speciale del Papa arriva in Ucraina per una missione umanitaria»

martedì 8 Marzo 19:17 - di Redazione
Arcivescovo di Kiev

«Oggi il cardinale Kondrat Krajewski, inviato speciale di Papa Francesco, arriva in Ucraina, a Leopoli, e in questo modo la Capitale Apostolica inizia una missione umanitaria speciale in Ucraina». Lo fa sapere l’arcivescovo di Kiev, Sviatoslav Shevchuk, nel quotidiano videomessaggio nel tredicesimo giorno del conflitto russo ucraino. «Oggi – dice – vogliamo accogliere il nostro ospite con dignità e aiutarlo a guardare, a vedere le ferite dell’Ucraina, proprio come il Santo Padre chiede di aiutarlo a toccare le ferite di Cristo sul corpo del popolo ucraino ferito dalla guerra. Vogliamo portarlo laddove oggi la situazione è più difficile».

L’arcivescovo di Kiev: «Il nostro esercito ucraino sta fermando l’invasione»

«Ciò che sta accadendo oggi nella nostra patria, alcuni storici chiamano già il “miracolo sul Dnipro”. E come quasi 100 anni fa: un miracolo accadde sul Vistola, quando l’esercito polacco fermò l’invasione dell’Orda Rossa, difendendo l’indipendenza e il diritto di esistere dello stato polacco rinato. Oggi, – sottolinea Shevchuk – il nostro esercito ucraino sta compiendo quel Miracolo sul Dnipro, fermando l’ultima invasione del nostro vicino settentrionale che è venuto nella nostra terra portando la distruzione e la morte nel tentativo di distruggere il popolo ucraino che difende la libertà. Ma con il potere dell’amore, l’amore per la propria patria, con il potere dell’unità del popolo ucraino, abbiamo sorpreso il mondo intero. Stiamo creando il miracolo di una nazione che dimostra e stupisce il mondo intero con il suo amore per la libertà».

«Fate tutto il possibile per fermare questa follia»

«Oggi l’Ucraina – racconta l’arcivescovo di Kiev – ancora una volta si trova in una situazione in cui milioni di persone si sono messe in moto, quando le nostre donne e i nostri bambini sono costretti a lasciare le loro case. La chiesa è, e sarà con il suo popolo. Sarà laddove è più difficile. Sarà nei luoghi in cui la nostra presenza è più richiesta, per abbracciare queste persone, per aiutarle, per alleviare le loro sofferenze dovute a questa guerra. Oggi voglio ringraziare tutti voi che esprimete e dimostrate amore e sostegno reale per il nostro popolo». Quindi l’appello alla comunità mondiale: “Fate tutto il possibile per fermare questa follia!” Perché davanti ai nostri occhi l’Ucraina oggi viene crocifissa. Non c’è notte in cui i civili non vengano bombardati. Fermiamo insieme la guerra, diventiamo tutti noi gli strumenti, strumenti della pace di Dio dei nostri tempi».

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