Ucraina, la mossa della diplomazia vaticana: il segretario di Stato Parolin chiama l’arcivescovo di Kiev

martedì 15 Febbraio 15:17 - di Natalia Delfino
ucraina

Non solo l’appello alla preghiera rivolto da Papa Francesco ai fedeli. Intorno al rischio di una guerra in Ucraina, Oltretevere muove anche la propria diplomazia: il segretario di Stato Pietro Parolin, ieri, ha telefonato all’arcivescovo di Kiev, Sviatoslav Schevchuk, per esprimere «il sostegno della Santa Sede» alla sua Chiesa e a «tutto il popolo ucraino».

La gratitudine dell’arcivescovo di Kiev al Papa

A dare notizia della telefonata, avvenuta ieri, è stata la Segreteria del Capo della Chiesa greco-cattolica in Ucraina. «Sua Beatitudine Sviatoslav – si legge nella nota – ha informato il card. Parolin del servizio che la Chiesa greco-cattolica ucraina svolge nelle attuali condizioni di minaccia di invasione russa su vasta scala e ha ringraziato la Santa Sede per la costante attenzione alla situazione».  L’arcivescovo ha quindi espresso gratitudine per «il nuovo appello, fatto ieri da Papa Francesco, a pregare per la pace in Ucraina e a scongiurare la minaccia della guerra».

Il sostegno della Santa Sede alla Chiesa e al popolo ucraino

«Il popolo ucraino sente la particolare sollecitudine del Santo Padre per la pace in Ucraina e apprezza gli sforzi diplomatici della Santa Sede intesi a superare l’attuale crisi internazionale», ha aggiunto Schevchuk, mentre il cardinale Parolin ha sottolineato che «in questo momento travagliato, desidero esprimere a Lei, Beatitudine, all’Episcopato, ai sacerdoti e ai fedeli della Chiesa che Lei guida e a tutto il popolo ucraino il sostegno della Santa Sede, manifestare la sua solidarietà ed assicurare la preghiera per tutti».

Il viaggio “discreto” di Parolin in Ucraina

Lo scorso agosto Parolin aveva compiuto un viaggio in Ucraina, rubricato come «strettamente protocollare» e accompagnato da una scarsa copertura mediatica per tenere insieme l’esigenza da un lato di manifestare il proprio sostegno alla chiesa locale e dall’altro di non entrare nel merito della complessa partita diplomatico-religiosa tra Chiesa ortodossa e Chiesa cattolica, che riflette anche il gioco di influenze di Mosca verso Kiev.

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