Il ministro Di Maio ha un guaio grosso quanto l’Ucraina: troppi filo-Putin tra i 5Stelle

venerdì 18 Marzo 18:33 - di Michele Pezza
Di Maio

È paradossalmente il M5S il partito più in sofferenza dopo l’invasione russa dell’Ucraina. E non tanto per le devastanti immagini di morti e di edifici sventrati che arrivano quotidianamente quanto per le lacerazioni politiche che sta producendo all’interno del MoVimento. Attenzione parliamo del gruppo di maggioranza relativa in Parlamento e che esprime il ministro degli Esteri (Luigi Di Maio) nonché il presidente della commissione Esteri (Vito Petrocelli). In tempi incerti come gli attuali, dovrebbe procedere come una falange macedone ma è più carnascialesca di un’armata Brancaleone. Di Petrocelli si sono già occupati i resoconti parlamentari al momento delle comunicazioni di Draghi sul conflitto.

La deputata Segneri: «Non ascolterò Zelensky alla Camera»

Dire che fosse imbarazzato per la posizione assunta dal governo, è poco. E non era l’unico. Furono in diversi ad allontanarsi dall’aula al momento del voto mentre per altri dovettero spendersi personalmente Conte e Di Maio per riportarli nell’alveo della maggioranza. Oggi, invece, è stata la volta di Enrica Segneri, deputata, che non ha esitato a far sapere che diserterà l’aula di Montecitorio quando vi si collegherà il presidente ucraino Zelensky. «Io non sarò presente – ha annunciato –, ma non per protesta o mancanza di rispetto. Ma proprio perché ho rispetto per la sua battaglia che non potrò essere presente, perché nel momento in cui chiederà l’istituzione della no fly zone, io non potrò alzarmi in piedi e battergli le mani, non condividendo la sua richiesta».

Di Maio: «Tutti condanniamo Mosca»

Caspiterina, che coerenza: pur di plaudire alla singola richiesta di Zelensky, rinuncia ad esprimere solidarietà all’Ucraina. Proprio come se l’una escludesse l’altra. Per la cronaca, assieme al collega Gabriele Lorenzoni, la Segneri ha votato contro il decreto per l’invio di aiuti umanitari e militari in Ucraina. Risulta perciò densa di involontario umorismo la dichiarazione rilasciata a SkyTg 24 poco fa da Di Maio. Nel dirsi orgoglioso della sottoscrizione da parte dell’Italia della richiesta di adire la Corte penale per verificare crimini di guerra in Ucraina, il ministro ha voluto sottolineare che «parliamo tutti con la stessa voce nel condannare la Russia». Già, alla luce delle contorsioni dei suoi compagni grillini, avrebbe fatto meglio a dire «quasi tutti».

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *