Conte sfida on-line il rivale Di Maio. Bordata di Di Battista: “Il M5S s’è perso nei Palazzi”

giovedì 3 Febbraio 13:41 - di Lucio Meo
Prosegue il duello a distanza tra Conte e Di Maio, mentre Di Battista continua a cannoneggiare dall'esterno sul futuro del Movimento

E’ un giudizio categorico e a tratti sprezzante quello che Alessandro Di Battista esprime in un editoriale sul M5S all’indomani della catastrofica partita del Quirinale che ha messo contro Conte e Di Maio. “Al netto di conquiste purtroppo via via smantellate dal governo dell’assembramento (dalla legge anti-corruzione al super-bonus) le ragioni per le quali venne fondato il M5S sembrano essersi perse nei palazzi romani. Il Movimento, d’altro canto, non è nato per diventare un Pd buono…”, attacca Dibba, sempre più pronto a fondare un partito scissionista aggregando l’ormai corposo esercito di dissidenti.

Di Battista accusa la classe dirigente del Pd

Secondo Di Battista, il M5S “nacque per rovesciare la piramide, per garantire licenza di incidere a chi pensava, come disse Mark Twain, che ‘se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare’. Non nacque per sostituire un potere con un altro e neppure per barattare posizioni di potere personale in cambio della più bieca restaurazione”. “Una restaurazione ormai avvenuta – dice Dibba – . Avallai il governo gialloverde, accettai quello giallorosso. Non tollerai il governo di tutti in quanto pensai che con Draghi Presidente del Consiglio ed il Movimento minoranza all’interno del Consiglio dei ministri, il processo di restaurazione non si potesse più rallentare. Così è stato”. Così Alessandro Di Battista, fuoriuscito dal Movimento 5 Stelle, si esprime sulle prospettive del Movimento in un’anteprima dell’editoriale pubblicato dal settimanale ‘The Post Internazionale – Tpi’, in edicola da domani venerdì 4 febbraio.

“Giuseppe Conte e Luigi Di Maio sembrano ai ferri corti. Non è la fine del mondo. La fine, non del mondo ma solo del Movimento, avverrebbe se, per un quieto vivere ipocrita e perbenista, si evitasse la resa dei conti. Una resa dei conti fatta alla luce del sole, davanti agli iscritti e incentrata non su questioni personali ma politiche”, dice l’ex esponente M5S.

Conte chiama Di Maio a un confronto pubblico

Con Luigi Di Maio ci sarà un ”chiarimento” pubblico, perché la questione “non è privata, riservata”, il punto è ”dove vuole andare il movimento”. Lo dice Giuseppe Conte in collegamento con L’aria che tira, su La7. Il leader del M5S risponde alle domande sullo scontro con il ministro degli Esteri, deflagrato nei giorni dell’elezione del presidente della Repubblica. Ci sarà modo di vedersi? “Assolutamente sì, ci mancherebbe… una comunità come i 5 stelle si basa sulla condivisione degli obiettivii e sul confronto”, dice Conte. Che poi avverte: “Non è una questione riservata e privata tra me e Di Maio, dobbiamo confrontarci e arrivare a un chiarimento pubblico, non perché siamo alle gogne ma perché una comunità deve poter riflettere con tutte le sue componenti, i gruppi parlamentari, ma anche gli iscritti”.

Si va verso una sfida on line tra gli iscritti

“Sciogliere la ruggine? Sì, ma non è una ruggine personale, va a toccare punti centrali dell’azione politica che portiamo avanti. Il punto -sottolinea ancora Conte- è dove vuole andare il movimento”, quindi discuteremo di tutto “nelle sedi e modalità opportune: abbiamo un Consiglio nazionale, che è in via di completamento, le assemblee con i parlamentari che vanno sempre bene, poi noi abbiamo la particolarità che le questioni le affrontiamo attraverso la democrazia diretta. Non anticipo nulla, voto online non voto online, ma gli iscritti saranno coinvolti, credo che lo stesso Di Maio abbia posto le questioni anche in questa prospettiva”. Quanto all’ipotesi di scissione, Conte dribbla la domanda di Myrta Merlino: “Sicura che i cittadini sono interessati a una questine interna?”, replica l’ex premier.

 

 

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