Renzi sfiducia Di Maio: “Invece di fare la guerra con Conte si occupi del conflitto Russia-Ucraina”

giovedì 3 Febbraio 12:10 - di Lucio Mepo

L’attacco di Matteo Renzi a Luigi Di Maio, come al solito, è velenosissimo. Una vera e propria “sfiducia” al ministro degli Esteri da uno dei pezzi della maggioranza del governo Draghi. “Do un suggerimento non richiesto a Di Maio, che è impegnato in una discussione interna al suo partito, due stelle mezzo contro due stelle e mezzo: c’è una crisi internazionale che non è quella tra Conte e Di Maio ma quella tra Russia e Ucraina, in tutte le cancellerie europee l’attività è frenetica su questo, non nel chiamare Raggi e Appendino. Di Maio si occupi di Farnesina, non delle due stelle e mezzo”, ha detto questa mattina Matteo Renzi a SkyTg24.

Renzi contro Di Maio anche sulla Belloni

Sembra quasi una questione di gelosia, tra Renzi e Di Maio, quella che coinvolge Elisabetta Belloni, su cui il leader di Iv chiosa: “E’ il momento di spegnere i riflettori sul Dis, meno ne parliamo e meglio è. Non deve fare notizia o vuol dire che si è rotto qualcosa. Il mio appello è permettere alla Belloni di svolgere la sua attività, come anche a Gabrielli. Meno se ne parla e meglio è”.

Il centrosinistra e la legge elettorale da non fare

La legge elettorale “non è la vera priorità del Paese, la priorità è quella economica e cambiare il sistema istituzionale, perchè la nostra sarà anche la più bella Costituzione del mondo ma non è aggiornata. Chi ha seguito in questi giorni l’elezione del presidente della Repubblica ha capito che il cambio istituzionale è fondamentale”. Matteo Renzi frena sugli inciuci centristi, per il momento, ma spiega: “Io vedo due schemi. Il primo è non cambiare la legge elettorale, c’è il Rosatellum e il Pd deve decidere se inseguire i massimalisti e i populisti e Salvini e Meloni si saldano. Questo apre una prateria al Centro, il Rosatellum è il sistema migliore per creare un grande spazio riformista e liberal democratico. L’altro schema e se vogliamo andare al proporzionale, io non lo amo. Ma avviso i naviganti: il proporzionale chiama le preferenze, è impensabile fare il proporzionale senza preferenze. Se no è solo la follia di qualche segreteria di partito ma non sta nè in cielo e nè in terra”, ha aggiunto il leader di Iv.

L’appello a Letta e le minacce al M5S

“E’ il Pd che dovrà scegliere, non tanto tra i 5 stelle e Iv ma se fare una campagna elettorale riformista o massimalista. La domanda va fatta a Letta, se vuole seguire il profilo riformista o Landini, la Cgil e i populisti grillini”, dice ancora il politico toscano, secondo cui “il Movimento 5 stelle è destinato all’implosione, il 2022 sarà una notte di san Lorenzo continua, paradossalmente è più l’intezione del Pd di seguire la Cgil dura e pura che i 5 stelle”. “Nella vicenda del Quirinale con il Pd abbiamo lavorato bene per evitare una candidatura gialloverde. Su un paio di passaggi non ci siamo trovati, penso alla Belloni, avevamo idee diverse. Ma poi abbiamo provato a rimediare e sulla vittoria del fronte riformista contro il fronte populista, con l’elezione di Mattarella, credo ci sia larga parte della visione del futuro del Pd”.

 

 

 

 

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