I toni di Biden sono sempre più alti: «Putin non può governare». Poi la rettifica

sabato 26 Marzo 20:44 - di Viola Longo
biden putin

L’escalation dei toni costa a Joe Biden uno scivolone diplomatico, che costringe la Casa Bianca a precisare il senso di alcune parole pronunciate dal presidente a Varsavia. Vladimir Putin è «un dittatore che vuole ricostruire un impero» e «un tiranno» che «non può rimanere al potere», ha detto Biden, aggiungendo che «la brutalità non soffocherà mai un mondo che lotta per la libertà. L’Ucraina non si arrenderà mai alla Russia».

Una giornata ad alta tensione

La frase è arrivata alla fine del discorso con cui Biden ha concluso la sua giornata a Varsavia, durante la quale aveva incontrato il presidente polacco, Andrzej Duda, e i ministri ucraini degli Esteri e della Difesa, Dmytro Kuleba e Oleksii Reznikov, nonché un gruppo di profughi di fronte ai quali aveva definito Putin «un macellaio». Già queste affermazioni avevano provocato una reazione del Cremlino, che aveva invitato Washington a pensare ai bombardamenti della Jugoslavia, aggiungendo che gli «insulti restringono le possibilità» di un miglioramento dei rapporti tra Washington e Mosca.

La Casa Bianca costretta a precisare le parole di Biden su Putin

Poi, dopo quel discorso, nel quale il presidente Usa ha tra l’altro detto che «punizione e dolore sono tutto quello che otterrà la Russia da quest’invasione», il nuovo intervento di Mosca. Il presidente della Russia, ha avvertito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, non può «essere deciso dal signor Biden». «È solo una scelta del popolo della Federazione Russia», ha aggiunto il portavoce del Cremlino, citato dalla Cnn. A quel punto a Washington sono corsi ai ripari. «Il senso (del discorso, ndr) del presidente era che a Putin non può essere permesso di esercitare il potere sui suoi vicini o sulla regione. Non stava parlando del potere di Putin in Russia o di un cambio di governo», ha commentato un funzionario della Casa Bianca.

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