Giallo di Bolzano, l’enigma Benno a processo. In aula i vocali inviati alla ex la sera dei delitti (video)

lunedì 28 Marzo 16:01 - di Filomena Auer
processo Benno

Con Benno Neumair alla sbarra cominciano a trapelare in aula i primi, agghiaccianti particolari sul duplice delitto della coppia di Bolzano. Gli omicidi di Peter Neumair e Laura Perselli, di cui è imputato il figlio… Un po’ in sordina, rispetto al rilievo che altre notizie hanno imposto, il 4 marzo è cominciato il processo a carico di Benno Neumair: il trentunenne reo confesso dell’assassinio dei genitori, uccisi il 4 gennaio del 2021 nella loro abitazione di Bolzano. Un caso che ha scosso le coscienze e che ha profondamente turbato l’opinione pubblica, tenendo tutti con il fiato sospeso già nei giorni della scomparsa delle due vittime, i cui cadaveri sono stati ritrovati settimane dopo nell’Adige. Oggi allora, nello spazio che Mattino Cinque dedica ai casi di cronaca più rilevanti, la trasmissione ha mandato in onda i vocali che il trentunenne reo confesso ha inviato alla ragazza che stava frequentando in quei giorni di orrore e sgomento.

Giallo di Bolzano, il processo a Benno Neumair entra nel vivo

Dunque: «Sono troppo fatto per scrivere messaggi – dice il figlio della coppia uccisa in uno dei messaggi fatti sentire a “Mattino Cinque News” –. Non hai capito bene, questo pomeriggio ritorno da te. Scherzo. Se ci vediamo domani, molto volentieri» registra Benno per Martina, da cui ha passato la notte subito dopo gli omicidi. Non solo, nei vocali Benno sembra dare addirittura le istruzioni all’ex fidanzata, a cui dice: «Chiamami sul telefono normale non su whatsapp – spiega il 31enne, che poi aggiunge anche –. Ho visto mia madre velocemente. I miei sono usciti a fare due passi, ma ora non sono raggiungibili. Gli investigatori non devono sapere che abbiamo fumato, ho detto che eravamo sobri» (clicca qui per ascoltare i messaggi che Mattino Cinque ha mandato in onda).

Il processo a Benno: in aula i vocali inviati all’ex fidanzata la sera degli omicidi

Sgomento che si aggiunge a sgomento, oggi che il processo è al via. E che sicuramente riserverà anche molti momenti di incredulità e indignazione nel corso di un dibattimento che dovrà accertare l’imputabilità del trentunenne dato che, secondo la perizia psichiatrica svolta in fase di indagine, Benno sarebbe stato seminfermo di mente nell’atto di uccidere il padre. La prima vittima colpita da Benno nel corso di un accesa discussione. Un litigio che, a detta di alcuni esperti, avrebbe fatto da detonatore al disturbo narcisistico e antisociale della personalità del giovane. Un quadro che fa da speculare riflesso all’immagine contrapposta di un ragazzo sveglio, lucido. Pervicacemente impegnato, nel corso delle indagini, a mentire e depistare.

La famiglia dell’imputato convinta di un Benno lucido e capace di pianificare

Un comportamento messo in atto nell’immediatezza dei fatti con una serie di iniziative che hanno indotto i consulenti della sorella di Benno e di altri parenti, a ribattere agli argomenti della difesa con elementi fondati sulla convinzione di un Benno lucido e capace di pianificare. Un contesto e una descrizione, insomma, difficilmente compatibili con un quadro di parziale incapacità di intendere e volere prospettato dai legali dell’imputato, prodromico a una pena meno severa per il loro cliente. Intanto, nelle prossime udienze del processo (fino al 5 aprile) in aula si alterneranno un centinaio di testimoni fra quelli della Procura. Delle parti civili. E della difesa.

Madè, la sua è una sentenza di condanna su tutti i fronti: ecco perché

Eppure, ancor prima dell’inizio del dibattimento Madè, sorella dell’imputato e figlia delle vittime, aveva già raggiunto la sua sentenza. La donna, sin dai primi istanti del giallo, si è sempre detta convinta che suo fratello, non solo fosse l’autore degli omicidi, compiuti non in quanto malato, ma ma per cercare una via d’uscita al proprio fallimento esistenziale. Ma anche certa che, di quegli atroci delitti, Benno non si sarebbe mai pentito

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