Draghi alla Camera: «Crisi umanitaria record, accolti già 24mila profughi». Poi lo scivolone sul catasto

mercoledì 9 Marzo 17:12 - di Eugenio Battisti

“Siamo di fronte a una crisi umanitaria  senza precedenti dal dopoguerra. Per la prima volta dal 2001 l’Unione europea ha applicato la direttiva sulla protezione temporanea. E anche questo testimonia la compattezza dell’Ue». Così il premier Draghi ha aperto il question time alla Camera sul conflitto russo-ucraino e la situazione dei profughi. Secondo i numeri del Viminale, fino alla giornata di ieri sono arrivati 21.095 cittadini ucraini in fuga dalla guerra. “Oggi sono saliti a 23.872 – ha detto il premier – e vengono principalmente dalla frontiera italo-slovena. Oltre il 90 per cento dei civili che scappano dalla guerra sono donne e bambini”.

Draghi alla Camera: crisi umanitaria senza precedenti

I primi strumenti di assistenza sanitaria sono stati organizzati dalla Protezione civile, in particolare per la gestione del Covid”, ha spiegato il presidente del Consiglio che ha annunciato o un ampliamento della rete di accoglienza. “Abbiamo disposto che i cittadini ucraini possano essere ospitati in tutte le strutture di accoglienza per migranti. Imdipendentemente dal fatto che abbiano presentato domanda di protezione internazionale. O dal possesso di altri requisiti”.  Accoglienza, fratellanza e solidarietà – ha aggiunto – sono dimostrati dalle azioni intraprese dall’Italia. Ma molto di più sarà necessario perché forse la reazione non è di giorni e mesi, forse è più lunga”.

Profughi, tamponi ogni 48 ore o vaccini

Sul fronte sanitario, Draghi è stato irremovibile. “I profughi o fanno il tampone ogni 48 ore o accettano di vaccinarsi. Il dipartimento della protezione civile provvede alla ricognizione dei posti letto. E al trasferimento pazienti. Nei centri sono previsti servizi anche finalizzati all’integrazione e alla formazione professionale». Il presidente ha poi ringraziato a nome del governo «tutti coloro che si sono mobilitati spontaneamente per sostenere la popolazione ucraina: associazioni di volontariato, terzo settore, amministratori locali imprese. Quindi ha inviato un pensiero ai cittadini russi che manifestano contro la guerra. “«La forza di un paese e di una democrazia si misura con la capacità di difendere la dignità umana, la convivenza e l’amicizia tra i popoli”.

I timori per l’economia, “faremo il possibile”

“Ovviamente seguiamo con grande attenzione le conseguenze di questa crisi sull’economia e sulla situazione finanziaria. L’incremento del prezzo dell’energia e l’incremento e disponibilità delle materie prime”. Il governo – ha aggiunto il premier nell’aula di Montecitorio – non può fermare questi eventi ma possiamo muoverci con rapidità e decisione. Come abbiamo fatto e continueremo a fare per difendere il potere di acquisto delle famiglie. E la competitività delle imprese”. Riflettori puntati anche sul nodo della sicurezza energetica e delle diversificazione delle fonti. “Siamo al lavoro per ridurre la dipendenza dal gas russo in tempi rapidi, che non è ovvio come compito ma è necessario farlo”. Infine un passaggio sul nucleare. “L’impegno tecnico ed economico è concentrato sulla fusione a confinamento magnetico. Che attualmente è l’unica via possibile per realizzare reattori commerciali in grado di fornire energia elettrica in modo economico e sostenibile”.

Scivolone sugli estimi catastali: sbaglio anche io

Piccolo scivolone sulla riforma del catasto, che – ha assicurato – non comporterà aumenti. “Gli estimi su cui sono basati i gettiti del catasto sono dell’88-’89, sono passati 22-23 anni. 33 anni. Scusate, ma è diventata una materia così emotiva che mi sbaglio anche io”, ha detto sorridendo. Infine un avvertimento generale. “Questo governo non è  nato per stare fermo. È un equivoco profondo. Siccome c’è l’emergenza bisogna fermarsi, non fare, stare fermi, niente riforme, cambiamenti, sempre fermi. Ecco, questo non è il motivo per cui è nato questo governo“.

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