Draghi a Bruxelles, “Putin non vuole la pace: quando cambierà idea ne parleremo”

25 Mar 2022 21:16 - di Redazione
Draghi

“Noi stiamo cercando la pace, io la sto cercando veramente. Gli altri leader europei, francesi e tedeschi in particolare, la stanno cercando. Avrò anche io colloqui con Putin». Sono le parole del presidente del Consiglio Mario Draghi nella conferenza stampa a Bruxelles dopo il Consiglio Ue. «Non siamo in guerra perché si segue un destino bellico, si vuole la pace prima di tutto», ha detto il premier ribadendo la posizione dell’Italia e dell’Ue in relazione al conflitto tra Ucraina e Russia.

Draghi, il punto sulla guerra: Putin non ha dimostrato di volere la pace

«Il modo migliore per dimostrare di volere la pace è cessare le ostilità e sedersi al tavolo. Se non si fa questo, vuol dire che si spera di guadagnare terreno. Ad un certo punto sicuramente Putin «verrà ad un tavolo di pace. Speriamo che arrivi prima della distruzione totale dell’Ucraina. Prima che avvenga quello che è avvenuto quando l’Unione Sovietica invase la Polonia, l’Ungheria, la Cecoslovacchia», afferma il presidente del Consiglio. «È auspicabile che ci si sieda al tavolo di pace prima che questo avvenga. Gli sforzi non hanno prodotto niente, ma sono necessari comunque». Il giorno in cui questa volontà cambierà noi saremo lì per iniziare il processo di pace insieme agli altri alleati», aggiunge il premier.

«Non c’è stata ancora nessuna manifestazione di un cessate il fuoco»

«Il giorno in cui questa volontà cambierà noi saremo lì per iniziare il processo di pace insieme agli altri alleati», aggiunge il premier.Questo è il senso quando ho detto che Putin non vuole la pace: non c’è stata ancora nessuna manifestazione di un cessate il fuoco. Anche durante le riunioni con gli ucraini il fuoco non è cessato. I bombardamenti sono continuati», rileva Draghi. Sottolineando che l’offensiva di Mosca non si è fermata nemmeno durante i vari round di negoziati con Kiev.

Draghi, posizioni dei leader? «Ognuno fa conti con la propria coscienza e il suo elettorato»

Non solo. Rispondendo a una domanda sulle posizioni di alcuni leader rispetto a Mosca o all’acquisto di armi, Draghi in conferenza stampa ha chiarito: «In Parlamento una volta dissi che ora non è il momento di vedere cosa ho detto, o cosa ho fatto. La politica deve parlare del presente e del domani. Una politica che vuol bene al Paese e punta alla pace deve cercare unione di intenti e seguire la posizione degli alleati. Infatti gli alleati non hanno alcun dubbio sulla tenuta della nostra posizione».  Pertanto, ha asserito il premier: «Ora non dobbiamo perderci in ricordi di come avrebbe dovuto essere e non è stato: l’importante è guardare avanti. I conti poi si fanno con la propria coscienza e anche con il proprio elettorato».

Energia, Draghi: la Commissione Ue esplorerà varie opzioni. Compreso il “price cap”

Più articolata, e sicuramente divisiva, la discussione sull’energia. Riguardo la quale, ha illustrato Draghi,  il Consiglio ha esaminato «diversi aspetti e presentato diverse azioni, discusse nel dettaglio. La situazione di partenza dei vari Paesi è molto diversa – ha spiegato il premier –. E la presidente Von der Leyen ha rimarcato queste diversità. Una discussione non semplice di fronte a un aumento dei prezzi di tale portata, come abbiamo visto nei giorni scorsi. Quindi ritengo importante che non sia  divisiva – ha insistito Draghi a Bruxelles – perché si va verso decisioni da prendere insieme».

Energia, le “resistenze” al tetto del prezzo

Del resto, sulla fissazione di un price cap per il gas, ammette Draghi, «ci sono resistenze perché non facciamo le stesse previsioni su quello che succederebbe dopo la fissazione di un tetto. Da parte di alcune società c’è paura che il tetto generi reazioni nel fornitore russo. Poi la realtà è molto complicata: le società del nord forniscono il gas norvegese e i profitti del governo della Norvegia sono stati di 150 miliardi di dollari in questi ultimi mesi. Questo dimostra l’entità straordinaria dei profitti” nonché “la resistenza al price cap che finirebbe per diminuire ma non certo annullare quei profitti».

Al vaglio la proposta della Commissione per spacchettare il prezzo dell’energia da quello del gas

Una disamina e un resoconto che Draghi conclude dicendosi comunque soddisfatto «delle conclusioni. È stato fatto il punto su alcune misure, da noi alcune già prese – come il sostegno alle famiglie e alle imprese –. La tassazione di profitti straordinari delle società produttrici. E anche la possibilità di mettere tetto al prezzo del gas. Si è deciso quindi che la Commissione discuterà queste opzioni con gli stakeholder, dunque con le grandi società, che parteciperanno a un Consiglio dell’energia. I ministri europei prenderanno parte alla discussione, per arrivare a maggio con delle proposte». Maggio, un mese che Draghi indica come cruciale. Tanto che, in conclusione annuncia: «Per allora avremo anche la proposta della Commissione sulla possibilità – non è detto ci sia, è una proposta – di spacchettare il prezzo dell’energia da quello del gas. Altro aspetto per cui ci sarà da attendere».

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