Chiude “Novaya Gazeta” dopo il nuovo “avvertimento” di Putin. Era il quotidano della Politkovskaja

lunedì 28 Marzo 17:05 - di Redazione
Novaya Gazeta

Il giornale russo ‘Novaya Gazeta’, dopo  aver ricevuto un nuovo “ammonimento” da Roskomnadzor, l’agenzia federale russa per i mezzi di comunicazione, “ha deciso di sospendere le  pubblicazioni del giornale sul web e sulla carta: “fino alla fine dell’operazione speciale sul territorio dell’Ucraina”. L’annuncio si trova direttamente sul sito del quotidiano. Già nelle scorse settimane, Novaya Gazeta aveva ricevuto “avvertimenti”, in particolare con l’ordine di non usare mai la parola “invasione”. Da qui si spiega l’utilizzo dell’espressione “operazione speciale” nel comunicato di oggi che rende nota la sospensione delle pubblicazioni. Dunque, al momento, cade nel vuoto l’ammonimento da parte della Corte europea dei Diritti Umani che aveva intimato alla Russia di non compiere ulteriori atti contro Novaya Gazeta.

“Novaya Gazeta” era il più importante quotidiano indipendente

Si tratta del  più importante quotidiano indipendente russo. Sul sito i redattori, di cui è caporedattore il Premio Nobel per la Pace Dmitry Muratov, hanno reso noto di avere ricevuto un nuovo avviso da Roskomnadzor. Quindi – aggiungono – sospendiamo la pubblicazione del giornale sul sito Web, nelle reti e sulla carta. “Novaya Gazeta” era famoso per le sue inchieste e per essere una voce indipendente in Russia.  Il giornale ha pubblicato negli ultimi anni inchieste importanti in particolare sui mercenari Wagner e sulla persecuzione degli omosessuali in Cecenia.  Per questa sua indipendenza è stato il bersaglio numero uno di  intimidazioni e attacchi.

Il Premio Nobel per la Pace Dmitry Muratov ne era il caporedattore

Ricevendo il prestigioso premio nell’ottobre del 2021 il direttore aveva evidenziato che il premio non era suo: «Il merito è della “Novaja Gazeta”- ricorda l’episodio La Stampa- . Di quelli che sono morti difendendo il diritto alla libertà di parola. Dato che non sono più con noi, il Comitato del Nobel ha evidentemente deciso che lo dica io. Il merito è di Igor Domnikov, di Yuri Shchekochikhin, di Anna Stepanovna Politkovskaja; di Nastja Baburova, di Natasha Estemirova, di Stas Markelov. Ecco la verità. Questo Nobel è per loro». Per questo, qualche giorno fa il direttore di ‘Novaya Gazeta’ aveva annunciato che metterà all’asta la medaglia ricevuta per donare il ricavato al Fondo per i profughi ucraini. Mettere il bavaglio all’informazione rientra nel classico stile sovietico. Fin’ora i gironalisti che hanno osato distinguersi o proclamrsi contrari alla guerra, come sppiamo stanno pagando un caro prezzo. Il Cremlino tollera solo la sua narrazione.

“Un paese senza media, senza dibattito, senza competizione politica, senza un vero parlamento. Questa è l’attuale Federazione Russa. E’ per questo che i russi non vedono, non sentono o si rendono conto di niente. Non importa che cosa tu gli dica”. A scriverlo su Telegram è il negoziatore ucraino Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dopo la notizia che le autorità russe hanno chiuso il giornale indipendente Novaya Gazeta, diretto dal premio Nobel per la pace Dmitry Muratov.

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