Ucraina, l’Anpi se la prende con Biden e mezzo mondo anziché con Putin. Renzi: “Parole vergognose”

27 Feb 2022 13:24 - di Redazione
Anpi

Nelle guerre, si sa, è questione di prospettiva. Ma l’avamposto da cui l’Anpi guarda al conflitto russo-ucraino è davvero “singolare”. Già, perché mentre il mondo – tranne la Cina – si schiera compatto a fianco di Kiev, di Zelensky e della popolazione civile, invasi e bombardati dai russi, gli ex partigiani additano un nuovo invasore nella «politica di potenza della Nato». Intimando contestualmente agli Usa di cessare le «clamorose ingerenze nella vita dell’Ucraina». Cosa che, con tutto quello a cui stiamo assistendo, suona quanto meno anacronistico e più che mai sorprendente, sia rispetto a un dato di realtà, che rispetto ai doveri imposti dall’obiettività. Tanto da indignare persino un sostenitore dell’associazione come Matteo Renzi.

L’Anpi attacca Biden, Nato e mezzo mondo per “giustificare” Putin

Insomma, a conflitto in corso, a difendere Putin e l’Armata Rossa è rimasto giusto l’Anpi. Che ieri, ribaltando i ruoli di vittime e carnefici, in un appello per la pace se l’è presa con Biden e mezzo mondo, anziché con Putin e Mosca. Rilanciando un documento che la Segreteria nazionale dell’associazione ha diffuso nei giorni scorsi con cui gli ex partigiani hanno preso posizione sul conflitto. Condannando “fermamente” l’invasione, considerato un vero e proprio atto di guerra che rischia di far precipitare l’Europa sull’orlo di un conflitto globale. Spingendosi poi però addirittura oltre. E arrivando a sostenere che «il riconoscimento dell’indipendenza del Donbass da parte della Russia può portare il mondo a un passo dalla guerra ed è l’ultimo, drammatico atto di una sequenza di eventi innescata dal continuo allargamento della Nato ad est vissuto “legittimamente” da Mosca come una crescente minaccia».

Renzi: dall’Anpi “parole vergognose”

E dunque: invitando sia Biden a cessare «”immediatamente” sia le clamorose ingerenze nella vita interna dell’Ucraina». Sia l’Unione Europea, la Russia, gli Stati Uniti d’America e la Nato» a ripensare «criticamente ad una politica che negli ultimi 15 anni ha determinato crescenti tensioni e incomprensioni». Laddove gli avverbi acquisiscono nella dichiarazione un significato chiave… Pertanto, malgrado l’auspicio dell’Anpi è che si avvii una trattativa generale «sotto l’egida dell’Onu» in grado di spianare rapidamente la strada verso una pacificazione, la posizione assunta dall’Anpi non è andata giù a Matteo Renzi che, da 24 ore è alle prese con un botta e risposta che non sembra accennare a volgere al termine.

«L’attacco all’imperialismo americano suona come una barzelletta che non fa ridere»

Già, perché il leader di Italia Viva oggi, in un’intervista a La Stampa, rilancia senza mezzi termini, quanto già sostenuto ieri all’assemblea nazionale Iv. Ossia che: «La posizione dell’Anpi è scandalosa. Usare il linguaggio anti-americano degli anni ’70 è fuori dalla storia e tradisce uno sguardo ideologico inaccettabile. L’attacco all’imperialismo americano suona come una barzelletta che non fa ridere». E ancora: «Tra i fan nostrani mi dispiace dover annoverare una delle associazioni a cui io tengo di più. Le parole di ieri sera dell’Anpi sul conflitto ucraino sono vergognoseAttaccare il filo imperialismo americano significa essere indietro con le lancette della storia».

Botta e risposta Renzi-Anpi: l’ultimo round

Dichiarazioni che non sono passate inosservate. E che hanno scatenato polemiche che non accennano a placarsi. E che hanno indotto il Presidente nazionale Anpi, Gianfranco Pagliarulo, a intervenire, dichiarando: «Il testo fa parte di un documento che inizia con la fermissima condanna dell’invasione russa in Ucraina e la richiesta di cessate il fuoco e ritiro delle truppe», spiega Pagliarulo. Che poi però prosegue: «Non commettiamo però l’errore di vedere solo bianco e nero. Oggi Estonia e Lettonia hanno le basi Nato ai confini della Russia. Sarebbe strano immaginare che Mosca non avrebbe reagito». Parole che risuonano e che deflagrano nell’aria, quanto gli echi dei bombardamenti su Kiev.

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