Ucraina, la crisi risveglia l’ultimo comunista. Marco Rizzo: «Solo la Russia lavora per la pace»

22 Feb 2022 12:36 - di Valerio Falerni
Marco Rizzo

Finalmente uno che lo dice fuori dai denti. Proprio come ai tempi dell’Urss, acronimo che stava per Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche: “Giù le mani dalla madre Russia“. Marco Rizzo sarà pure l’ultimo dei bolscevichi, ma almeno gli va riconosciuta la coerenza. Il segretario del redivivo Partito comunista ha, se non altro, il merito di dire quel che tanti suoi (ex?)compagni, imborghesiti dal tempo e dalla frequentazione con il potere, si limitano ormai solo a pensare. Nella sua testa, invece, è ancora vivo ed attivo il vecchio paradigma in voga ai tempi della Guerra Fredda: la Russia lavora sempre e solo per la pace insidiata, invece, dall’Occidente guerrafondaio.

Marco Rizzo apprezza la strategia di Putin

Basta scorrere le sue odierne dichiarazioni a proposito dei venti di guerra che spirano impetuosi ai confini tra Russia e Ucraina.  «Nessuno lo dice – vi si legge – ma il riconoscimento delle Repubbliche Popolari del Donbass russo da parte di Putin è una mossa per la pace». E se lo certifica Marco Rizzo ci sarà da credergli. Ad occhi chiusi. Ma la nostalgia produce anche effetti perniciosi: finisce infatti per far perdere il contatto con la realtà e conducenti ne è assalito a rispolverare lessici ormai in disuso.

Un lessico da Guerra Fredda

È quel che è capitato a Rizzo, scagliato dalle tensioni ad Est in pieni anni Sessanta. «Adesso bisogna vedere se l’Ucraina, o meglio i loro consiglieri militari americani, avrà l’ardire di attaccare direttamente un lembo di terra russa. Cosa che, invece, avrebbe certamente fatto se lo status delle due repubbliche fosse stato solo quello dell’autoproclamazione». Manca solo l’elogio di Krusciov che batte la scarpa sul tavolo mentre parla all’Onu e l’esaltazione del cosmonauta Yuri Gagarin, il primo uomo ad andare nello spazio. Infine, com’è tipico nelle perorazioni filo-sovietiche, l’appello al governo del proprio Paese a non immischiarsi. È come la ciliegina sulla torta, e Marco Rizzo non sa resistervi: «L’Italia stia fuori da ogni guerra. Questa, per il nostro Paese, porterebbe a fondo l’economia e il popolo intero». E che qualcuno intoni Bandiera Rossa

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

SUGERITI DA TABOOLA