Inno sovietico per i comunisti in piazza. Rizzo: «L’assalto alla Cgil? Utile a far sparire il dissenso»

sabato 30 Ottobre 20:08 - di Michele Pezza
Rizzo

I Comunisti italiani tornano in piazza e, perché fosse tutto chiaro sin dall’inizio, sulle note dell’inno della scomparsa Unione Sovietica. A guidarli Marco Rizzo, uno che la bandiera rossa non ha voluto mai ammainarla. Neanche quando i suoi ex-compagni facevano finta di non averla mai sventolata. È solo e si vede. Ha scelto di concludere la manifestazione a San Giovanni, piazza oggi proibitiva per chiunque, figuriamoci per una sigla retrò impegnata in un’operazione nostalgia. Ma era lì che si radunavano il Pci e la Cgil al tempo della spaccio della bestia trionfante e Rizzo ha evidentemente pensato di rinverdire la tradizione. Lo fa capire anche la voce che gracchia nell’altoparlante e che invita «i compagni a non parlare con i giornalisti». Tanto, aggiunge, «ci penseranno i dirigenti». Prove tecniche di ritorno dell’antico e rimpianto «centralismo democratico»?

A San Giovanni non più di 200 persone

Ma non sono più quei tempi. In piazza ci sono sì e no 200 persone. Una “grandezza” inversamente proporzionale ai caratteri della scritta “No Draghi” che campeggia all’ombra della Basilica. «Ma quando mai un banchiere può fare gli interessi popolo italiano?», alza la voce Rizzo. «Oggi – aggiunge in un impeto di autostima – questa piazza fa finire la luna di miele di Draghi col popolo italiano». Il perché è un lungo rosario di iniquità che un tempo avrebbero fatto sinistra e che oggi fanno populismo. Si va dagli «invalidi con 287 euro» privati del loro emolumento «anche se fanno un lavoretto da 300 euro l’anno» ai «giovani» che «vedranno l’età pensionabile sempre più alta», passando per «i lavoratori privati dello stipendio con il green pass».

Rizzo: «Italia fuori da Nato e Ue»

Accanto a questi temi, rispuntano quelli d’antan, opportunamente aggiornati come «l’uscita dell’Italia dalla Nato e dall’Unione Europea». È il momento in cui nel mirino finisce anche Maurizio Landini, «che si è fatto mettere la mano sulla spalla da Draghi». Troppo per Rizzo, che ora incalza: «Questa nostra piazza è davvero antifascista, non l’antifascismo da passerella del Pd». Evocare l’antifascismo è un modo per i Comunisti italiani di marcare una differenza sulla “lettura politica” dell’assalto di Forza Nuova alla Cgil. Per Rizzo, infatti, si tratta di «una strategia messa in atto per criminalizzare tutti i movimenti di opposizione sociale». L’aggressione al sindacato – conclude – «va condannata ma va anche interpretata». Sta a vedere se ora non daranno del fascista anche a lui.

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