Ucraina, 30 navi russe nel Mar Nero. Blinken: «Segnali di escalation molto preoccupanti»

sabato 12 Febbraio 11:59 - di Gigliola Bardi
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Si allunga la lista degli Stati che hanno invitato i propri cittadini a lasciare l’Ucraina. Dopo l’avvertimento lanciato ieri da Biden, che ha invitato gli americani a «lasciare ora» il Paese, oggi anche Australia, Nuova Zelanda e Belgio hanno emanato un avviso simile, che nelle ore precedenti era stato divulgato da Gran Bretagna, Canada, Giappone, Corea del Sud e Olanda.

Gli inviti a lasciare l’Ucraina

Il premier australiano, Scott Morrison, in una conferenza stampa stamattina ha avvertito che la situazione è «molto seria». «Sarà un quadro molto volatile, se ci sarà un conflitto. Speriamo e preghiamo affinché non sia così», ha aggiunto, precisando che «da tempo è chiaro il messaggio che gli australiani in Ucraina dovrebbero lasciare il Paese». Quanto al Belgio, è stato il ministero degli Esteri ad avvertire che «è fortemente consigliato lasciare il Paese per i cittadini che attualmente si trovano in Ucraina e la cui presenza non è assolutamente necessaria» e che «se la situazione si aggraverà non potrà essere garantita un’evacuazione dall’Ucraina».

Mosca rivede la presenza diplomatica in Ucraina

In mattinata era circolata anche la notizia che «diplomatici e funzionari consolari russi in Ucraina» avessero iniziato «a partire alla volta della Russia» e «questo, in particolare – secondo quanto riportato da Sputnik, citando una fonte informata – è testimoniato dalle difficoltà per un appuntamento presso i consolati e l’ambasciata». La rappresentanza diplomatica russa a Kiev ha di fatto confermato, spiegando che «nel timore di possibili provocazioni da parte del regime di Kiev o di Paesi terzi, abbiamo effettivamente deciso per una certa ottimizzazione del personale delle rappresentanze russe in Ucraina». Ma, ha precisato, «le missioni diplomatiche russe in Ucraina proseguono il loro lavoro». 

Gli Usa: «La Russia potrebbe invadere durante le Olimpiadi»

Nella serata di ieri il consigliere per la sicurezza nazionale di Washington, Jake Sullivan, aveva parlato dell’esistenza di segnali sul fatto che l’invasione russa «potrebbe iniziare durante le Olimpiadi», precisando che «non stiamo dicendo che la decisione finale è stata presa dal presidente Putin. Stiamo dicendo che abbiamo un livello di preoccupazione sufficiente, basato su ciò che stiamo vedendo sul campo e ciò che i nostri analisti dell’intelligence hanno raccolto, e che stiamo inviando questo messaggio chiaro».

Blinken: «Sentirò Lavrov, segnali di escalation molto preoccupanti»

Intanto, secondo quanto riferito dai media internazionali, il segretario di Stato Usa Antony Blinken ha annunciato, dalle Fiji, che oggi parlerà con il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. Dunque, un ulteriore contatto oltre l’atteso colloquio che dovrebbe tenersi nelle prossime ora tra Joe Biden e Vladimir Putin. «Continuiamo a vedere segnali molto preoccupanti di un’escalation della Russia, come l’arrivo di nuove truppe al confine con l’Ucraina», ha detto Blinken.

Più di 30 navi russe arrivano nel Mar Nero

Ed è stata ancora l’agenzia Tass a riferite di manovre su vasta scala nel Mar Nero con più di 30 navi della Marina russa. Secondo Tass, che riporta quanto reso noto dal servizio informazione della flotta del Mar Nero, sono coinvolte unità «di varie classi». «Le navi, e le truppe per la difesa costiera, della flotta del Mar Nero sono salpate da Sebastopoli e Novorossijsk» per le «esercitazioni» sotto la supervisione «del comandante della flotta del Mar Nero, ammiraglio Igor Osipov». L’obiettivo dichiarato è «difendere la costa della penisola di Crimea, le basi delle flotta del Mar Nero, infrastrutture economiche» da «eventuali minacce militari».

 

 

 

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