Travaglio scatena Conte contro il “bibitaro” Di Maio: “Ha fatto cose gravissime, ne risponderà”

martedì 1 Febbraio 8:13 - di Leo Malaspina
Duello finale, Conte contro Di Maio, con una platea di grillini a godersi lo spettacolo e Marco Travaglio a guidare l'assalto al ministro...

Duello finale, Conte contro Di Maio, con una platea di grillini a godersi lo spettacolo e il “cerimoniere” Marco Travaglio ad allestire il ring. Oggi, guarda caso, è proprio il quotidiano “Il Fatto” a ospitare l’intervistona all’ex premier, che si toglie molti sassolini dalle scarpe dopo la querelle della rielezione di Mattarella al Quirinale. Con l’abile regìa di Travaglio, Conte attacca quello che nella pagina accanto viene definito “il bibitaro”, roba che fino a qualche settimana fa…

Conte e Travaglio contro il ribelle Di Maio

Si parte dalle bocciature dei candidati di centrodestra, per arrivare al caso che fa esplodere i Cinquestelle, quell’annuncio più o meno esplicito di Conte su Elisabetta Belloni che ha scatenato le ire di Di Maio, il dietrofront del Pd, poi velenosissimo con il “capo” politico del Movimento. “Venerdì Casellati viene bocciata dall’Aula. Dopo quella votazione il centrodestra è andato in difficoltà, e ciò ci ha consentito di condurre un affondo. Io e Letta abbiamo incontrato Salvini, riproponendogli Belloni e Severino. Sullo sfondo c’era anche quella di Casini. Ma abbiamo aggiunto l’opzione di garanzia di un Mattarella bis: anche in base alle votazioni in Aula, si stava rivelando una concreta possibilità. Salvini si è preso del tempo per valutare i nomi femminili. Ma ci ha subito riferito della disponibilità di Fratelli d’Italia su Belloni. La sera lei e Salvini annunciate che si lavora a una donna. Nel tardo pomeriggio Salvini aveva sciolto positivamente la riserva su Belloni, confermando la disponibilità di Giorgia Meloni…”.

Lo scontro con il Pd sul nome della Belloni

La fuga in avanti sulla Belloni di Conte e Salvini scatena il putiferio, ma Conte nega sue responsabilità. “Ho rivisto le dichiarazioni. Né io né Salvini, né ancor prima Letta a Sky, avevamo fatto il nome della Belloni. Anche se era già ampiamente circolato sulla stampa. Il tweet di venerdì sera di Beppe Grillo però la citava: glielo avete chiesto voi? Con Beppe ho parlato io e abbiamo convenuto che la direttrice del Dis sarebbe stata un’ottima figura per la Presidenza della Repubblica. Ma bando all’ipocrisia, questa uscita non ha avuto influenza su una partita giocata da vari politici. Penso a a Matteo Renzi. Ma non solo”. E Di Maio, che la sera stessa accusa “alcuni leader di aver dato in pasto la Belloni?”. Conte è lapidario: “Di Maio dovrà rendere conto di diverse condotte, molto gravi. Ai nostri iscritti e alla nostra comunità. Il tavolo serale con Pd e LeU pareva un inferno. Nel Pd non c’era più la disponibilità su Belloni. Perché? Non entro nelle motivazioni del Pd. C’è stato un blocco trasversale”.  Il M5S rischia davvero una scissione? “Non ho mai lavorato per procurare scissioni. È evidente che questo è il momento di un chiarimento. Una comunità di donne e uomini, anche nella diversità di opinioni, deve perseguire un’azione politica in modo coerente e compatto. Come avverrà questo chiarimento? Stabiliremo tempi e modi per un confronto trasparente”. Lei si fida ancora di Letta? “Io mi fido di Letta”. Contento lui.

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