Assalto al Ministero della Transizione ecologica: Cingolani: “Il mio non è un dicastero divisivo”

mercoledì 2 Febbraio 17:27 - di Redazione
Ministero Transizione ecologica

Doppio raid vandalico contro il Ministero della transizione ecologica (Mite). “Ministero truffa”, “ministero dei veleni”, recitano gli slogan. Porte forzate, vetri imbrattati, corridoi invasi dalla vernice. Il simbolo del ministero della Transizione ecologica all’ingresso di via Capitan Bavastro e di via Cristoforo Colombo a Roma è stato completamente coperto di rosso e di giallo. Del  raid messo a segno dagli attivisti di Exctintion Rebellion dà conto l’Agi. Il sito del ministero (il Mite)  ha condiviso della foto dell’atto vandalico contro il dicastero retto da Cingolani. Da un po’ di tempo dura la battaglia social che il gruppo sta portando avanti contro un’istituzione  accusata di essere un “ministero bluff e di fare ben poco per le politiche ambientali.

Ministero della Transizione Ecologica preso d’assalto

Secondo una stima provvisoria, il ministero della Transizione ecologia avrebbe subito danni pari a 7.000 euro dal raid vandalico. Stamattina si è replicato. Il clima non è sereno. Le tensioni sociali scatenate dalla prolungata pandemia, dalle restrizioni, dall’aumento delle bollette e delle materie prime si stanno abbattendo sugli italiani. Basta poco per accendere la miccia. Questa mattina il ministero della Transizione ecologica è stato nuovamente preso di mira da alcuni attivisti. Che hanno fatto irruzione nell’edificio. Dieci ragazzi si sono introdotti nel palazzo riuscendo ad arrivare fino al quinto piano: dove si trovano anche gli uffici del ministro. Tra lo sconcerto e la paura dei dipendenti, colpiti dalla vernice, gli attivisti sono stati fermati grazie all’intervento delle forze dell’ordine e posti in stato di fermo.

Raid al Ministero della transizione ecologica frutto di un clima teso

“E’ una brutta parentesi – commenta il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani – perché questa è un’istituzione dello Stato. Sono atteggiamenti violenti: hanno anche spinto alcune persone, le hanno imbrattate di vernice, hanno danneggiato diversi piani all’interno. E’ un peccato, questo è l’effetto di un clima teso: ci sono troppe cattiverie, leoni da tastiera che si esibiscono. Bisogna ritornare a un po’ di serenità”.

Cingolani: “Mi spiace che il Mite venga visto come divisivo”

“A me spiace – prosegue il ministro – che la transizione ecologica venga vista come un argomento divisivo: siamo tutti d’accordo sul fatto che bisogna fare subito delle scelte importanti per il clima. Bisogna farle nel rispetto del mondo del lavoro, della società, delle persone più deboli. E’ un’operazione complessa: se fosse stata semplice l’avremmo già fatta. Ci vuole un po’ di pazienza da parte di tutti. Queste forme di attivismo violento non hanno giustificazione”. “Adesso – conclude Cingolani – mi farebbe piacere che tutti prendessero le distanze da questi eventi: perché questo non ha niente a che fare con l’ambientalismo e vorrei proprio esser sicuro che fossimo, almeno su questo, tutti d’accordo”. Il problema è che Cingolani – e tutto il governo Draghi – poco o nulla ha detto in questi mesi sul come intenda sterilizzare il caro bollette. Oggi chissà se il Cdm affronterà la questione?

Le rivendicazioni sui social

La rivendicazione del gruppo è nel simbolo con cui hanno marcato alcuni ingressi del ministero: una clessidra, il simbolo dell’estinzione: a rimarcare il poco tempo rimasto, racchiusa in un cerchio, disegnata di giallo sulle porte a vetri. Sui social le foto dell’azione sono state condivise dal gruppo ‘Ultima generazione’, che usa lo stesso simbolo di Exctintion Rebellion, ma non è quello ufficiale del gruppo Exctintion Rebellion Italia. “Nelle foto online molti volti sono riconoscibili – scrive l’agenzia Agi-:  e gli attivisti sono fotografati mentre lanciano vernice rossa sui muri del ministero”. 

Cosa vogliono gli attivisti

Gli attivisti hanno avanzato due richieste. “Primo: chiediamo al ministro Cingolani un colloquio pubblico per dibattere sul futuro. Secondo: il governo istituisca un’assemblea nazionale di cittadini per decidere come uscire dall’emergenza climatica.  Perché la politica non è in grado”. Così all’Adnkronos Andrea, uno degli attivisti di Extinction rebellion. “Noi andiamo avanti, continuiamo e non ci fermiamo”, minaccia. Altre azioni contro il ministero della Transizione ecologica? “Non lo posso dire”.

 

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