Omicidio Sacchi, i legali della famiglia di Luca chiedono un risarcimento di 1 milione e 700.000 €

14 Feb 2022 14:23 - di Redazione
Omicidio Sacchi

Omicidio Sacchi: i legali della famiglia di Luca chiedono una provvisionale di un milione e settecentomila euro. È la richiesta presentata dagli avvocati della della famiglia di Luca nelle conclusioni depositate al termine del loro intervento in aula, nel corso del processo per l’omicidio del giovane personal trainer. Il ragazzo ucciso, come ha rimarcato il pm nell’udienza di due giorni fa, «con violenza inaudita», con un colpo di pistola alla testa, esploso nella la tragica notte tra il 23 e 24 ottobre 2019, davanti a un pub nella zona di Colli Albani a Roma.

Omicidio Sacchi, i legali della famiglia di Luca chiedono una provvisionale

I legali hanno sottolineato che la famiglia non ha mai avuto interesse a percepire denaro da questa vicenda. «Non ci sono risarcimenti che possono minimamente andare a colmare il dolore per la perdita di un figlio e di un fratello – hanno sottolineato gli avvocati Paolo Salice e Armida Decina, legali della famiglia Sacchi –. La madre ci ha detto che da quella sera non vive più, ma sopravvive. Noi ci auguriamo che una volta fatta giustizia questa famiglia possa tornare a vivere».

Sottolineando che la famiglia non ha mai avuto interesse a percepire denaro da questa vicenda

Si, perché come ha rilevato sempre la pm Guccione nella sua requisitoria nell’aula bunker di Rebibbia, venerdì scorso quella dell’omicidio Sacchi «è stata una vicenda paradossale. In cui la vittima è stata fatta passare come accusato». Perché, ha denunciato ancora il pubblico ministero al processo, in questo dibattimento «c’è chi ha da subito mistificato i fatti, con veri e propri depistaggi. Cercando di far passare tutto come una rapina andata male». E deve essere fatta giustizia.

Omicidio Sacchi, un delitto efferato con gli indagati alla sbarra che hanno anche depistato

Un agguato efferato che, come ha ribadito sempre la pubblica accusa titolare dell’inchiesta, che ha stroncato la givoane vita di Luca in appena «31 secondi» e con «violenza gratuita». Una veemenza evidenziata anche dai legali della famiglia Sacchi nel loro intervento, che hanno a loro volta sottolineato la volontarietà nell’omicidio. Oltre che sostenuto anche come Anastasiya Kylemnyk, accusata di violazione della legge sugli stupefacenti, abbia mentito per proteggere se stessa.

Le richieste della pm titolare dell’inchiesta

Va ricordato, allora, che nella scorsa udienza il pm titolare dell’inchiesta, Giulia Guccione, ha sollecitato per Valerio Del Grosso la condanna all’ergastolo, 30 anni per Paolo Pirino, che partecipò all’aggressione, e per Marcello De Propris, che consegnò l’arma del delitto. Mentre per Anastasiya Kylemnyk, il pubblico ministero ha chiesto la condanna a quattro anni e mezzo. E per il padre di De Propris, Armando, accusato della detenzione della pistola, l’assoluzione per non aver commesso il fatto.

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