Nella Lega riprendono a scorrere i veleni. I salviniani: Giorgetti voleva fare il premier…

venerdì 4 Febbraio 18:00 - di Riccardo Angelini
Salvini Giorgetti

Un retroscena del Fatto riferisce che i rapporti tra Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti si sono fatti di nuovo incandescenti. Giorgetti, parlando con Giulia Bongiorno, avrebbe criticato la scelta del leader leghista di non far votare dai ministri del Carroccio l’ultimo decreto Covid del governo. Un passo falso che, secondo il ministro dello Sviluppo economico, crea instabilità. Insomma, se il segretario ha intenzione di minare dall’interno l’esecutivo Giorgetti non si vuole prestare alla manovra.

“E così Giorgetti e Salvini – riferisce Il Fatto – si sono visti ieri mattina in via Veneto perché dovevano chiarirsi. Dovevano fare pace, ma il gelo è rimasto: “Giancarlo vuole proteggere Draghi, Matteo la Lega” confida al veleno un salviniano di ferro. E dunque, nel faccia a faccia di ieri, Giorgetti è stato molto netto con il suo numero uno: “Non possiamo ricominciare a bombardare il governo – il senso delle parole del ministro draghiano a Salvini – così crolla tutto“.

Per Giorgetti l’intenzione di Salvini è quella di predisporsi all’uscita dal governo da qui a qualche mese. Intenzione che il leader del Carroccio smentisce. Tuttavia ha chiesto a Giorgetti di dare battaglia in Cdm facendosi portavoce delle posizioni critiche della Lega. “Il succo del ragionamento di Salvini a Giorgetti – scrive Il Fatto – è questo: devi saper dire qualche no a Draghi, per il bene del partito. Il titolare del Mise accetterebbe pure ma solo se con un mandato pieno per poter trattare in autonomia con il presidente del Consiglio. Condizione che Salvini non può concedergli”.

I fedelissimi del segretario fanno notare che Matteo non ha più totale fiducia in Giorgetti. Il quale avrebbe brigato per fare lui il premier al posto di Draghi trasferito al Colle. Una mossa che Salvini non ha apprezzato. “Voleva diventare premier lui, per questo Matteo ha messo il veto” dice un salviniano. E intanto il ministro ragiona su quell’ipotesi di dimissioni ventilate come una minaccia proprio nel giorno in cui si decideva il Mattarella bis. Circostanza sulla quale si sono infrante le ambizioni di Giorgetti.

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