Minacce e insulti contro chi critica la schwa, Arcangeli: “Mi arriva di tutto, siamo al delirio”

12 Feb 2022 12:30 - di Federica Argento
Schwa

E’ lui che ha promosso la crociata degli  intellettuali  contro le follie  ideologiche della schwa, la vocale indistinta e falsamente inclusiva. Ed è lui che si prende le minacce del popolo democratico, così falsamente inclusivo, da arrivare all’ostracismo di chi vorrebbe fare muro contro i dogmi del politicamente corretto. Si tratta di  Massimo Arcangeli, raffinato linguista dell’università di Cagliari; direttore  artistico del Festival della lingua italiana e autore del testo della petizione su Change.org.  Una petizione con la quale lo studioso è riuscito nella difficile impresa di mettere d’accordo pensatori di diversa estrazione culturale: tra gli altri, Massimo Cacciari, Edith Bruck, Paolo Flores d’Arcais e Ascanio Celestini. Oltre a linguisti come Francesco Sabatini, Luca Serianni, il presidente dell’Accademia della Crusca, Claudio Marazzini. La petizione procede molto bene, dice Arcangeli in un colloquio con la Verità oggi in edicola. Ma la reazione no.

Chi critica la schwa viene minacciato: parla il linguista Arcangeli

«Un paio d’ore fa eravamo a 18.500 firme, le adesioni continuano a crescere». Ma ad andare storto è la reazione delirante e aggressiva  alla sottoscrizione che ha l’intento di evitare il ridicolo fonetico-grafico dell’uso della Schwa e salvare l’italiano da ideologismi inutili e pericolosi. Ha ricevuto minacce: «Mi è arrivato di tutto. Ho esperienza di dibattiti culturali anche aspri e sapevo di espormi. Ma non immaginavo che si arrivasse al punto che ho constatato, e di cui sto discutendo con i miei avvocati». E’ il racconto di Arcangeli. Come abbiamo già scritto, dopo la “resa” alla schwa in un documento ufficiale del Miur molti intellettuali hanno perso la pazienza e hanno accolto la “crociata” del linguista, persino superando differenze ideologiche.  Spiega Arcangeli a Maurizio Caverzan:

“Mi venne l’ideo dopo un articolo della Murgia contro la Meloni”

«Ci pensavo da quando, nel giugno scorso, ho letto sull’Espresso un articolo di Michela Murgia contro Giorgia Meloni scritto interamente con lo schwa. La desinenza neutra, finora rimasta nell’ambito dei social, approdava all’informazione tradizionale. Di recente ero tornato sull’argomento con un post su Facebook quando lo storico Angelo D’Orsi, mi ha proposto di lanciare una petizione». La finalità:  impedire l’adozione di formule linguistiche arbitrarie in documenti ufficiali. “Bloccare la possibilità di una qualsiasi commissione pubblica di adottare questo tipo di segni grafici”.

Manifesto anti schwa: “Vogliamo bloccarne l’uso negli atti pubblici”

«Aspettiamo di raggiungere 20.000 firme prima di presentarla- spiega l’intellettuale (nella foto ansa in un convegno su Dante) -. Se sarà accolta quegli atti saranno dichiarati nulli. La legislazione in materia è molto complessa. Speriamo si arrivi a stabilire che non si può scrivere un verbale di un atto pubblico in questo modo». L’uso della “e rovesciata”, anziché scrivere “i candidati e le candidate, oppure gli autori e le autrici” è per lui indice di un chiaro intento: «La commissione che, guidata dal presidente, ha optato collegialmente per l’adozione di queste espressioni lo ha fatto con un intento politico che nulla a che fare con la lingua: allo scopo di modificarla sostituendo l’esigenza di pochi alla necessità di molti di poter leggere un atto pubblico in italiano. Questo è bene ricordarlo: non si tratta di una circolare interna, ma di un atto pubblico».

Come minare un intero sistema linguistico in nome di un minoranza

Alterare in nome di una minoranza non è una mera questione lessicale, spiega. Si tratta di “formule che investono le strutture profonde dell’italiano: un delirio che mina l’intero sistema linguistico”. Senza dimenticare il falso intento inclusivo dell’uso della schwa che rischia invece di escludere, per esempio, i dislessici: “Più si aumentano i segni, più si rende difficoltosa la lettura e la scrittura per queste categorie”. L’adesione, ci tiene a precisare Arcangeli  è trasversale: «Angelo D’Orsi che ha sempre militato nella sinistra estrema, è stato l’ispiratore della petizione. Forse anche i vecchi comunisti sono diventati improvvisamente reazionari. A dispetto dei fautori dello schwa che vorrebbero politicizzare il dibattito, stiamo parlando di italiano e di norme linguistiche, non dell’adesione a una presunta ideologia».  

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