Meloni: «Il no al referendum sulla droga è una vittoria». FdI: ha perso la lobby della cannabis

mercoledì 16 Febbraio 20:59 - di Alessandra Parisi

È una vittoria. Non ha dubbi Giorgia Meloni nel commentare il verdetto della Consulta sulla cannabis. “La bocciatura da parte della Corte costituzionale del referendum sulla droga legale è una vittoria”, così la leader di Fratelli d’Italia. Movimento da sempre in prima linea contro la liberalizzazione delle droghe e la difesa della vita.

Referendum sulla droga, Meloni: è una vittoria

“Quella contro le droghe e le dipendenze è una battaglia in difesa della vita che non ha colore politico”, dice ancora la Meloni ringraziando le associazioni e tutte le realtà che si sono mobilitate in questi mesi insieme a Fratelli d’Italia contro questo quesito. “E  un pensiero alle tante vittime della droga e alle loro famiglie. Che hanno vissuto o stanno vivendo sulla loro pelle una delle piaghe sociali più tragiche del nostro tempo. E chiedono che lo Stato e le istituzioni siano al loro fianco. Continueremo a batterci in ogni sede per una vita libera dalle droghe e dalle dipendenze”.

Bellucci: vince la difesa della vita. Perde la lobby della cannabis

La bocciatura, per nulla scontata, al quesito referendario sulla droga infiamma la destra. A cominciare da Maria Teresa Bellucci, deputata e responsabile di Fratelli d’Italia del dipartimento dipendenze e terzo settore. “Il parere di inammissibilità della Consulta sul referendum per la cannabis legale è una vittoria dell’Italia. La Corte Costituzionale ha ben interpretato la nostra Carta Fondamentale. Per noi – dice la Bellucci – il futuro dell’Italia passa da una vita libera da ogni forma di dipendenza patologica. E dall’abbandono di una cultura che normalizza l’uso di droghe. Tra cui la cannabis”.

L’appello di FdI ai giudici costituzionali

La parlamentare ha ricordato la massiccia campagna informativa di Fratelli d’Italia. Che ha avuto il suo culmine nella conferenza stampa dello scorso 11 febbraio. Per spiegare le ragioni del no al referendum e rivolgere un appello ai giudici della Corte Costituzionale. “Dietro questo referendum più che ideologie antiproibizioniste c’erano imponenti interessi delle lobby della cannabis. Oggi – conclude la Bellucci – vince la protezione della vita e della salute. Perdono tutti coloro che volevano speculare su di essa. E sui più fragili“.

Balboni: sconfitta la cultura dello sballo

Molto soddisfatto anche il senatore Alberto Balboni. “Oggi ha vinto la cultura dei valori, della vita e della responsabilità contro la cultura dello sballo e della resa”, cosi il responsabile legalità e sicurezza di Fratelli d’Italia. “L’inammissibilità del referendum per la legalizzazione della droga sancita dalla Consulta conferma quanto sosteniamo. Lo Stato non può rinunciare a difendere il futuro dei nostri giovani. Ogni droga è pericolosa e fa male, soprattutto in giovani e giovanissimi”.

 

 

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