San Patrignano, i figli di Muccioli querelano Netflix per la serie sul padre

mercoledì 7 Aprile 13:07 - di Roberto Frulli

I figli del fondatore della Comunità di San Patrignano, Vincenzo Muccioli, Andrea e Giacomo, hanno deciso di querelare Netflix per diffamazione aggravata in relazione alla docuserie ‘SanPa. Luci e tenebre a San Patrignano‘.

La ricostruzione operata dagli autori, sostengono i figli del fondatore di San Patrignano, assistiti dall’avvocato Alessandro Catrani, avrebbe offeso la memoria di Vincenzo Muccioli offrendo una prospettiva distorta della storia del patron e della Comunità.

La serie, scritta da Carlo Gabardini, Gianluca Neri e Paolo Bernardelli, con la regia di Cosima Spender, è disponibile dal 30 dicembre scorso sulla piattaforma ed è stata realizzata con 180 ore di interviste e con le immagini tratte da 51 differenti archivi.

”Credo che le iniziative di natura giudiziaria siano nel pieno diritto dei familiari di Vincenzo Muccioli – dice il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri. – Il documentario di Netflix tende a denigrare un’Istituzione, come la Comunità di San Patrignano, che ha salvato migliaia e migliaia di vite. Evidenzia alcune vicende controverse e ben conosciute dalla pubblica opinione e minimizza i tanti aspetti positivi che caratterizzano la storia di San Patrignano”.

”Mi sono chiesto a quali obiettivi risponda quel documentario perché non può essere spuntato all’improvviso senza qualche ragione – osserva Gasparri. – La ripresa di campagne per la legalizzazione delle droghe mi fa capire che ci potrebbe essere un’inquietante sintonia”.

”Ovviamente – conclude l’esponente di Fi – i figli del fondatore della Comunità hanno tutto il diritto di tutelare sè stessi, la memoria del padre e un’opera di grande importanza che deve continuare nel tempo nonostante denigrazioni e storie raccontate in modo parziale e fuorviante”.

Netflix, in modo molto discutibile, ha fatto uscire lo scorso dicembre una serie tvSanPa. Luci e tenebre a San Patrignano‘, nella quale l’immagine dello storico centro di recupero per tossicodipendenti, ed in particolar modo del suo ideatore, viene narrata in modo fortemente negativo e distorto“, scrive il deputato di Fdi, Federico Mollicone, componente della Commissione di Vigilanza Rai, offrendo solidarietà ai figli di Vincenzo Muccioli.

“Come abbiamo sottolineato in un recente quesito in Vigilanza Rai – prosegue Mollicone – col passaggio di una dirigente Rai a Netflix, è cominciato l’acquisto di una serie di Teche Rai, tra cui quelle che hanno contribuito a ‘SanPa‘, per un’operazione vergognosa di distruzione del modello comunitario che – come dimostrato anche dalle Nazioni Unite – è l’unico che ricostruisce la dignità del tossicodipendente, ridandogli un lavoro e reinserendolo nella società“.

“Riteniamo che l’impegno profuso nel combattere la droga debba essere sempre lodato e onorato. Ci siamo sempre posti in prima linea nel combattere queste dipendenze e mi accodo alle parole espresse da Giorgia Meloni: invece di creare di creare narrazioni parziali e mistificatrici, dovremmo affrontare le attuali problematiche degli italiani. Vi è un morto al giorno per overdose. E i nostri studenti sono i primi in Europa per uso di cannabis. Vincenzo Muccioli ha sempre combattuto la cultura dello sballo ed è dovere di tutti onorare il suo impegno per recuperare molti giovani persi nel veleno della droga. La cultura della lotta alla droga deve essere sempre prioritaria, attraverso la prevenzione e la promozione di uno stile di vita sano”, conclude il deputato di Fratelli d’Italia.

 

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