Macron rifiuta il tampone, spunta il retroscena da spy story: “Non voleva lasciare il Dna ai russi”

venerdì 11 Febbraio 16:06 - di Sara De Vico

È tutto vero. Il giallo del super-distanziamento tra Macron e Putin durante l’incontro a Mosca di lunedì sembra risolto. L’inquilino dell’Eliseo si è rifiutato di sottoporsi a un test molecolare per il covid prima del suo incontro con il presidente russo. E per questo si è reso necessaria una distanza adeguata. Il no alla richiesta del Cremlino è stato reso noto da fonti dell’entourage del presidente francese e confermato da Mosca.

Macron rifiuta il test molecolare di Mosca

Il lungo tavolo che separava Macron e Putin nell’incontro sulla crisi ucraina era una soluzione obbligata, visto il rifiuto del presidente francese di sottoporsi a un tampone molecolare  chiesto dal Cremlino al suo arrivo a Mosca. Dopo quello fatto alla partenza da Parigi e quello antigenico poco prima dell’incontro. I due, come testimonia una foto che ha fatto il giro del mondo, hanno parlato dai capi opposti di un tavolo lungo 4 metri. Già usato la settimana precedente per la visita di Orban. L’immagine ufficiale del faccia a faccia, prima che i due leader si chiudessero da soli nella “Sala delle Rappresentazioni”,  è stata anche letta come un escamotage di Putin per ribadire visivamente la sua superiorità rispetto all’omologo francese.

L’Eliseo: solo problemi di tempistica

Ma perché il gran rifiuto? L’Eliseo parla ufficialmente di problemi di “tempistica” che hanno consigliato all’entourage di Macron di rinunciare  al “minor distanziamento” possibile solo effettuando un tampone all’arrivo. Nessun retro-pensiero da spy story.   Il presidente ha “fatto quello che era necessario fare come sempre quando viaggia. Così come tutta la sua delegazione”, dicono fonti della presidenza francese. All’origine del no, che ha obbligato i due capi di Stato al super distanziamento, soltanto motivi tecnici.

I media: non voleva lasciare il suo Dna ai russi

Il comportamento di Macron, però, ha scatenato la fantasia dei cronisti presenti, soprattutto britannici. Che hanno ipotizzato che il presidente abbia rifiutato il test molecolare perché il suo Dna non finisse nelle mani dei russi”. Ipotesi rocambolesca, forse. “Sapevamo bene che avrebbe comportato niente strette di mano e quel lungo tavolo, ma non potevamo accettare che mettessero le mani sul Dna del Presidente” avrebbe riferito una delle fonti. Problemi di sicurezza quindi? L’Eliseo non commenta.

La foto del tavolo bianco di 4 metri fa il giro del mondo

“Il presidente ha dei medici che definiscono insieme a lui le regole accettabili o no in termini di protocollo sanitario che lo riguardano. La questione – spiegano – è soltanto quella delle condizioni del tampone. Ma questi sono elementi che spetta al medico decidere. Stiamo parlando di questioni come la persona che esegue il tampone, come il tampone viene praticato e quali sono le esigenze imposte in termini di tempistica (ad esempio, presentarsi molto in anticipo per il test). Abbiamo semplicemente ritenuto che le condizioni che avrebbero consentito un minore distanziamento non erano accettabili per noi. E abbiamo scelto l’altra opzione proposta dal protocollo russo”. Quella del maxi ed elegante tavolo bianco immortalato dai social e dai media di tutto il mondo.

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