L’Italia cerca hacker “patriottici” per difendere la cyber sicurezza nazionale: caccia a 300 geni del web

martedì 22 Febbraio 8:24 - di Lucio Meo
L'Agenzia per la cyber sicurezza nazionale cerca laureati in grado di svolgere un ruolo di "hacker" a difesa dell'Italia dagli attacchi informatici

A sei mesi dalla fondazione, l’Agenzia per la cybersecurity nazionale, l’ente chiamato a irrobustire la resilienza e la sicurezza dei nostri sistemi informatici, lancia una prima selezione pubblica per 72 posti. Aperta a tutti, ricorda le nuove modalità di reclutamento della Cia. L’obiettivo è ambizioso: scovare le più brillanti menti italiane, che potremmo definire “hacker” buoni o “patriottici”, convincerle a lavorare per il proprio Paese piuttosto che per Google o Amazon, mettere in piedi una squadra dove il merito sia l’unica stella polare. “Al momento operiamo con 90 persone — spiega a Repubblica Roberto Baldoni, direttore generale dell’Acn — provenienti dalla Difesa, dall’Interno e dall’Intelligence, però dobbiamo crescere fino a 300. Di queste, 210 saranno scelte tramite concorso”.

Gli hacker buoni da mettere a disposizione della cybers sicurezza nazionale

Si cercano “hacker buoni”, dunque, in altri termini, “Figure tecniche, laureati in ingegneria, matematica, fisica e informatica. In prima battuta ci saranno 50 posti a tempo indeterminato per giovani neolaureati con almeno un paio di anni di esperienza. Per i 22 contratti a termine, invece, puntiamo su risorse con consolidata esperienza, anche di natura manageriale”. Solo cittadini italiani “in ragione delle attività proprie dell’Acn – dice Baldoni – dobbiamo tutelare interessi nazionali nello spazio cibernetico. Purtroppo i nostri talenti migliori da qualche anno sono andati all’estero, soprattutto Stati Uniti, Germania, Francia, Regno Unito, Belgio e Olanda, per lavorare nei settori del cloud computing, dell’Intelligenza artificiale, della sicurezza informatica e dell’analisi dei sistemi software”. Colpa dei “soliti mali della pubblica amministrazione: stipendi troppo bassi e poca meritocrazia”.

Le offerte dell’agenzia: almeno 50mila euro l’anno

La strategia per convincerli. “Primo – è l’elenco di Baldoni – offrendogli un programma di formazione continua e di alto livello. Secondo: creando una struttura dove le competenze siano il motore. Terzo: con stipendi che, ringraziando il legislatore, sono i più alti possibile nel settore pubblico. Sono equiparati a quelli di Bankitalia. I neo laureati partiranno da 50.000 euro all’anno in su. Per quelli a tempo determinato, con profili manageriali, lo stipendio è più alto. Facciamo leva anche sull’idea di mettere il talento al servizio del Paese, in una missione vitale per mantenere la nostra prosperità economica e indipendenza. Prendiamo la crisi russo-ucraina. L’Agenzia presiede il Nucleo per la cybersicurezza, dove convergono le principali amministrazioni nazionali con competenze in materia cyber e dove si segue l’evoluzione degli scenari. Emaniamo avvisi di sicurezza cibernetica e teniamo i contatti con le aziende italiane potenzialmente esposte perché magari hanno delocalizzato in Ucraina. Un attacco cyber in quel teatro , infatti, non rimane relegato là: può risucchiare in Italia una serie di malware dannosissimi”.

La difesa dei dati sensibili

“Trattiamo temi sensibili che richiedono professionalità di elevato livello. Gestiamo inoltre il Csirt nazionale (il team di risposta ai cyber attacchi, ndr) che dal 14 gennaio opera in modalità di allerta. Quindi si deve essere geni del computer ma consapevoli del grande gioco nel quale si è immersi – prosegue Roberto Baldoni, direttore generale dell’Acn, che sulle selezioni dice – Si può fare domanda anche attraverso i portali di LinkedIn e di Inpa. Non vogliamo drenare competenze alle aziende pubbliche nazionali, ma si deve capire che questa tendenza a pagare poco le professionalità porta alla fuga all’estero”.

“Avremo altre due selezioni più avanti, dove apriremo a laureati in giurisprudenza, scienze politiche, relazioni internazionali. Infine ai diplomati di scuola superiore. In quattro mesi abbiamo pubblicato i regolamenti di funzionamento, del personale, dell’organizzazione e del bilancio, quando di solito ci si mette due anni. E in meno di 50 giorni dalla pubblicazione, siamo partiti con la prima campagna di reclutamento. Stiamo facendo esercitazioni con l’Europa e con la Nato, anche in considerazione di cosa potrebbe accadere in Ucraina. A settembre abbiamo pubblicato la Strategia del cloud nazionale e siamo in prima linea sul fronte del Pnrr. Posso dirmi soddisfatto se si considera che siamo partiti in dieci il primo settembre”.

 

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