Il generale Arpino: “La guerra non ci sarà. Biden non è credibile, oggi quando gli Usa parlano tutti ridono”

lunedì 21 Febbraio 8:43 - di Sara De Vico

Nessuno  vuole morire per Donbass. Difficilmente si arriverà una guerra a giudicare dai giocatori in campo: Joe Biden e Vladimir Putin. Ne è convinto il generale Mario Arpino,  già capo di Stato maggiore dell’Aeronautica e capo di Stato maggiore della Difesa. Che in una lunga intervista a La Verità scatta una fotografia spietata della credibilità  dell’amministrazione Usa.

Ucraina, Arpino: la guerra non ci sarà

«Da un lato, un giocatore poco abile e scarsamente lungimirante. Che però non ha alcuna intenzione di cedere. Dall’altro, un attore poco incline ai colpi di testa. Che ha deciso di alzare la posta. Nell’errata convinzione di risolvere tutto in poco tempo. La cosa è degenerata a tal punto che nessuno dei due sa esattamente cosa fare“. Sospesi tra un partita a scacchi e il poker.

Putin ha alzato la testa per trattare

Sono entrambi in un vicolo cieco ma non andranno fino in fondo. Il presidente russo, spiega il generale,  ha capito che un democratico alla Casa Bianca può essere l’occasione per porsi al centro dell’attenzione. Ha alzato la testa, approfittando della debolezza degli Usa. Putin fa la  voce grossa per tornare a dialogare da posizioni di forza. “Ha pensato che il presidente statunitense, debole e ideologico, avrebbe ceduto, ma non è andata così”.

Gli Usa non andranno mai in Ucraina

Gli Usa però  non verranno mai a combattere per l’Ucraina. “Putin lo ha capito e si accontenterebbe di salvare la faccia, in modo da portare avanti il suo potere”, aggiunge Arpino. Preoccupato dall’atteggiamento di Biden. “Se analizziamo gli ultimi 100 anni, gran parte delle guerre sono scoppiate sotto una presidenza democratica degli Stati Uniti. Spero che Biden abbia intenzione di interrompere questa tendenza”.

L’ideologia democratica sulla democrazia

Colpa dell’inclinazione ideologica dei democratici. Che vedono in maniera “poetica, quasi mitica, la grandezza degli Stati Uniti”, dice con un pizzico di malcelata ironia. Basti pensare a tutte le situazioni generate dall’indecisione di Barack Obama in varie parti del mondo: la Libia e la Siria, soprattutto. “L’idea di esportare la democrazia era molto radicata in Obama e lo è anche in Biden. Un giocatore poco lungimirante. circondato da consiglieri che fanno leva sul discorso anti-sovietico”.

Il ridicolo annuncio sull’attacco russo

Risibile l’annuncio solenne degli Usa sull’attacco di Mosca datato mercoledì 16 febbraio. Una risolutezza che fa sorridere il nostro capo di Stato maggiore della Difesa. “Gli Stati Uniti faranno una fatica enorme a ritrovare credibilità. Un tempo, tutti obbedivano quando gli americani dicevano qualcosa. Oggi, tutti ridono: sanno che non faranno nulla. Dovremmo lavorare per un decoupling della Russia con la Cina, non aiutare gli americani a spingere i russi in braccio a Pechino”.

L’Europa non sa fare deterrenza

Anche sul ruolo europeo nella partita ucraina Arpino ha le idee chiare. “La limitata capacità di deterrenza dei 27 paesi europei deriva dai doppioni che sono stati creati in questi anni. E dalla mancanza di una volontà politica comune. Non intendiamo fare deterrenza, siamo bravi ad aumentare i tassi e ad imporre sanzioni. Tutte misure che spingono gli avversari verso una direzione opposta».

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