Grillo-Conte, il braccetto di ferro finisce al ristorante. Il garante: “Riunione antibiotica”, forse indigesta

venerdì 11 Febbraio 9:31 - di Chiara Volpi
Grillo

La foto di Grillo a braccetto con Conte chiude la girandola di incontri di ieri tra garante e leader del M5S. Ma il “braccetto di ferro” dei vertici pentastellati con il Tribunale di Napoli è solo all’inizio. E per ora la prova muscolare dei togati partenopei, che hanno disarcionato Conte dal suo ruolo di leader, ha messo ko il Movimento, a cui la «riunione antibiotica per ripristinarne il sistema immunitario» che ieri ha sbandierato l’Elevato a cronisti e attivisti, potrebbe non bastare.

Incontro tra Grillo e Conte: il braccetto di ferro finisce al ristorante, ma…

Anche perché, al termine dell’incontro fiume allo studio Amato, nel quartiere Trieste di Roma, che ha impegnato la gran parte del summit di ieri, il caos delle divisioni interne che minano le fondamenta stesse e la tenuta della galassia pentastellata, restano. A partire dalla lotta intestina tra Conte e Di Maio. Con la Raggi, membro dell’ormai ex Comitato di garanzia – e asso nella manica che Grillo è sempre pronto a sfoderare all’ultimo minuto – che non vanta rapporti esattamente idilliaci con il presidente sospeso. E che ieri, presente al vertice dal legale capitolino, è stata la prima ad abbandonare lo studio poco dopo le 20.

Prima di Conte Grillo vede Di Maio

Ma facciamo un passo indietro. l’incontro tra Grillo e Conte, inizialmente fissato per il primo pomeriggio di ieri, slitta in agenda e va in scena solo in serata. Alla presenza dei legali, nello studio del notaio Luca Amato. Prima il garante dei 5 Stelle vede all’Hotel Parco dei Principi il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ex membro del Comitato di garanzia (organo decaduto dopo l’ordinanza del Tribunale e dal quale Di Maio si era dimesso pochi giorni prima della bufera di Napoli) e i capigruppo M5S di Camera e Senato, Davide Crippa e Mariolina Castellone. Assieme all’Elevato c’è l’avvocato Andrea Ciannavei, che ai cronisti, alla domanda se Conte resterà leader del Movimento, si limita a rispondere: «Non ci sono punti di vista differenti, si rema nella stessa barca per cercare di trovare la soluzione migliore per tutti».

Incombe lo spettro dello strappo

Fonti vicine a Grillo lo descrivono come lucido e determinato al termine degli incontri. Ma nel pomeriggio, riferisce l’Adnkronos, gli umori si rabbuiano: le voci di una mancata intesa tra il garante e Conte si rafforzano. E tra i contiani torna con insistenza a circolare l’ipotesi di un possibile strappo. Con l’ex premier sul piede di guerra e pronto a fondare un suo partito qualora non dovessero essere salvaguardate le sue prerogative di leader. Ma poi l’allarme rientra. Nel frattempo, Grillo ha scaldato i muscoli: e dopo l’incontro con Di Maio (definito «molto positivo» da fonti grilline) e con i capigruppo, Grillo si sposta nello studio del notaio Amato per vedere l’ex sindaca di Roma Virginia Raggi.

Il vertice dal notaio “riabilita” le delibere sospese: «Valide alla luce del regolamento del 2018»

Poi arriva la volta del vertice fiume con Conte: anche questo summit si svolge dal notaio e non al Parco dei Principi. E sembra sia soprattutto l’ex premier a spingere affinché non si tenga nell’Hotel romano. La riunione dura circa due ore e mezza. «Stiamo lavorando per il futuro del Movimento», rassicura Grillo al termine del vertice. Il comico genovese si affaccia salutando i cronisti, la mano sulla spalla dell’ex premier. Poi i due si allontanano nella stessa direzione a bordo delle loro auto, diretti in un noto ristorante del quartiere Parioli. Al termine dell’incontro tutti i legali concordano che le delibere “sospese” dal Tribunale di Napoli (relative al nuovo statuto e all’elezione di Conte leader) «sono valide alla luce del regolamento del 2018».

M5S in attesa di un revoca, ma lo snodo è anche politico…

Si presenterà al Tribunale partenopeo una immediata istanza di revoca alla luce di questo documento che, secondo i legali, «certifica la piena regolarità» delle delibere. Offrendo al giudice della causa di poter prendere atto della validità. E, quindi, dell’efficacia delle delibere contestate. «Si confida che gli elementi emersi consentano di poter ottenere una tempestiva revoca della sospensione», sottolineano fonti grilline all’Adnkronos. Ma il punto è anche politico. E la domanda, attesa più del ricorso, alla fine della giornata è sempre: «Conte confermato come leader?». A cui segue la risposta di Beppe Grillo all’uscita dal ristorante dove ha cenato con l’ex premier: «Certamente, chi ha mai messo in dubbio questa roba qua, ma state scherzando?».

Rispunta l’ipotesi di un comitato di garanzia per rimettere in moto la macchina movimentista

Eppure, l’obiettivo mai perso di vista sarebbe quello di nominare il comitato di garanzia prima di rimettere in moto la macchina pentastellata, seguendo la strada che porta alla votazione del comitato direttivo o del presidente. Del resto, al momento il percorso che ha di fronte il Movimento è disseminato da ingombri e ostacoli – tra i nodi da sciogliere soprattutto quello della piattaforma su cui votare – e la situazione è più che mai caotica. La tensione tra gli attivisti è palpabile e il clima tra i parlamentari pesante. Tanto che voci di corridoio riferiscono di una loro richiesta di un incontro con Beppe. Un altro…

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