Silenzio, parla Grillo. “State zitti e buoni, la situazione è complicata”. E Conte rilancia il post

martedì 8 Febbraio 10:16 - di Riccardo Angelini
Grillo

E arriva la reazione di Beppe Grillo. Un invito alla calma. E al silenzio. In attesa che sia lui, il garante, a sbrogliare la matassa. “A seguito dell’Ordinanza del Tribunale di Napoli – ha scritto Grillo sul suo blog – ha acquisito reviviscenza lo Statuto approvato il 10 febbraio 2021. Le sentenze si rispettano. La situazione, non possiamo negarlo, è molto complicata”.

“In questo momento -sottolinea – non si possono prendere decisioni avventate. Promuoverò un momento di confronto anche con Giuseppe Conte. Nel frattempo, invito tutti a rimanere in silenzio e a non assumere iniziative azzardate prima che ci sia condivisione sulla strada da seguire”.

Giuseppe Conte rilancia subito il post di Grillo e fioccano le reazioni. In meno di mezz’ora sono più di 400 i commenti nella pagina Facebook dell’ex premier. Quasi tutti invitano l’avvocato di Volturara Appula a non mollare, assicurando che la base confermerà il voto a suo favore.

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, intanto, resta fermo e zitto. “Di Maio – commenta il Corriere – ha scelto in queste prime ore un profilo attendista: non ha intenzione di gettare benzina sul fuoco in una fase delicatissima. Il titolare della Farnesina non ha fretta nemmeno di risolvere il conflitto con Conte. «Il tempo è un problema dell’ex premier», dicono i dimaiani”.

E se Di Maio tace, Alessandro Di Battista evoca Gianroberto Casaleggio. “Se solo Gianroberto potesse scendere giù per un paio d’ore…”, scrive sui social Di Battista. Secondo le indicazioni di Francesco Astone, legale di fiducia scelto da Conte, ora si potrebbe procedere a una nuova votazione «secondo le indicazioni del giudice e sarà questa l’occasione per proporre agli iscritti – anche con meno di sei mesi di anzianità – la ratifica delle delibere sospese in via provvisoria». Il primo marzo il Movimento chiederà al giudice di merito di pronunciarsi sulla base di un nuovo ricorso. Qualora il verdetto fosse negativo, gli attuali vertici sarebbero definitivamente azzerati.

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