Eutanasia, Letta ha imparato la lezione del ddl Zan e questa volta corre ai ripari: «Dialoghiamo»

21 Feb 2022 9:07 - di Michele Pezza
Letta

Si scrive eutanasia, si legge ddl Zan. Che cos’hanno in comune la legge sulla morte medicalmente assistita in discussione alla Camera e il testo sull’omotransfobia affossato qualche mese fa al Senato? Niente, se non la capriola di Enrico Letta, tanto mediatore oggi sulla prima quanto testardamente arroccato ieri sulla seconda. «O così o niente», tuonò. E niente fu. Un brutto colpo per il segretario del Pd, che deve però aver imparato la lezione, tanto è vero che ora, attraverso un lungo intervento su Repubblica, invoca pubblicamente il dialogo con le altre forze del Parlamento. Ma non è facile ottenerlo. Nella sua stesura attuale, infatti, il testo sull’eutanasia rappresenta un punto di equilibrio molto precario.

Enrico Letta scrive a Repubblica

Lo dimostrano plasticamente i 150 emendamenti depositati, in gran parte presentati dalle forze del centrodestra sebbene  non manchino quelli del fronte “pro eutanasia”. In realtà, i suoi sostenitori hanno approcciato il tema confidando nella pressione a velocizzare l’approvazione del testo che avrebbe impresso il quesito referendario poi dichiarato inammissibile dalla Consulta. A mettere relativamente fretta ora non resta che la sentenza emanata della Corte Costituzionale nel 2019, dopo che il radicale Marco Cappato subì un processo (da cui uscì assolto) per aver aiutato a morire il dj Fabo.

Partita in salita per il leader dem

È il motivo per cui Letta teme di stare col cerino acceso tra le dita, esattamente come accadde con il ddl Zan. Come nel caso del testo sull’omotransfobia, anche in questo sull’eutanasia il pericolo si annida al Senato. Il Pd può contare solo sull’apporto dei 5Stelle. Il resto è da vedere: Italia Viva è orientata a lasciare libertà di coscienza mentre persino il radicale Riccardo Magi, tra i promotori del referendum, morde il freno contro il compromesso raggiunto, a suo avviso, molto lacunoso. Il “pericolo” è che alla fine nessuno riconosca come proprio l’equilibrio raggiunto e decida di picconarlo. Accadesse davvero, verrebbe giù tutto. E Letta tornerebbe a scottarsi le dita.

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