Covid, calano contagi e decessi. Terapie intensive sotto quota 1000 per la prima volta da dicembre

venerdì 18 Febbraio 20:00 - di Redazione
Covid

Contagi ancora in calo: oggi ammontano a 53.662 i nuovi casi di positività al Covid a fronte dei  57.890 registrati ieri. In diminuzione (anche se di poco) pure i decessi: 314 a fronte dei 320 contati nelle ultime 24 ore. È quanto emerge dal Bollettino odierno del ministero della Salute. Dall’inizio dell’epidemia sono dunque 12.377.098 le persone che hanno contratto il virus Sars-CoV-2, mentre da febbraio 2020 il totale delle vittime ha raggiunto quota 152.596. Tutto questo, sempre al netto delle ricorrenti polemiche sui criteri alla base della conta dei morti. Sul punto, come abbiamo ricordato ieri, resta la ampia la distanza tra chi considera morti per Covid anche quanti sono deceduti per pregresse patologie cui il virus si è aggiunto come complicanza.

Tasso di positività al 10,5 (-0,2 rispetto a ieri)

Le persone attualmente positive al Covid sono 34.086 in meno (ieri -41.905) e scendono a 1.404.122, mentre quelle dimesse/guarite delle ultime 24 ore sono 87.472 (ieri 99.640), per un totale di 10.820.380. Compresi quelli molecolari e gli antigenici, i tamponi totali processati sono stati 510.283 (ieri 538.131). Il tasso di positività, ieri al 10,7 per cento, oggi è sostanzialmente stabile: scende infatti al 10,5 per cento. Sul fronte del sistema sanitario si registra ancora una diminuzione dei ricoveri. Le terapie intensive sono 50 in meno (ieri -36) con 52 ingressi del giorno e scendono a 987, tornando sotto quota 1.000 per la prima volta dal 20 dicembre scorso, dopo il picco di 1.717 del 17 gennaio. I ricoveri ordinari sono 614 in meno (ieri -565), 13.948 in tutto.

Nel Lazio il maggior numero di infezioni da Covid

Il Lazio è la regione con il maggior numero di infezioni odierne (6.410 contagi). A seguire Sicilia (+5.594), Campania (+5.510), Veneto (+4.910) e Puglia (+4.269). «La situazione epidemiologica in Italia – ha commentato il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza – è in deciso miglioramento, ma i numeri rimangono elevati. Devono rimanere comportamenti ispirati alla prudenza, mascherine al chiuso e dove ci sono assembramenti e completare il ciclo vaccinale». In ogni caso, ha chiarito Rezza, «c’è una tendenza graduale ma continua alla diminuzione della congestione delle strutture ospedaliere».

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