Beffa No vax: medico marchigiano iniettava false dosi di vaccino per far ottenere il Green pass

sabato 12 Febbraio 13:04 - di Redazione
No vax

L’elenco delle beffe No vax, perpetrate in nome della diffidenza anti-vaccinale e della necessità di svincolarsi dagli obblighi di legge si aggiorna all’ultimo caso. Una vicenda che arriva da Ascoli Piceno e che aggiunge l’ennesimo anello alla già lunga catena di espedienti falliti e di raggiri smascherati. Quelli che affollano la cronaca di episodi che si ripetono frequentemente. E che, dalle dosi di vaccino gettate nel secchio. Alle finte protesi su cui iniettare a vuoto il siero. Non rendono giustizia alla massiccia campagna immunitaria perennemente in corso. E a chi, in ottemperanza a un obbligo morale, civile e sanitario, si è sottoposto alla vaccinazione.

Beffa No vax, medico vaccinatore somministrava false dosi di siero anti-Covid

E allora, c’è voluta un’articolata attività d’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Fermo: ma alla fine i carabinieri del Nas di Ancona, con il supporto dei militari del comando provinciale di Ascoli Piceno, hanno stanato e fermato un medico di medicina generale. Un professionista che opera nella provincia di Ascoli Piceno. E che in veste di vaccinatore oggi è accusato di aver somministrato sieri anti-Covid fasulli. Solo per far ottenere ai presunti “vaccinandi” – anche provenienti da altre Regioni – il fatidico  Green pass. L’uomo, che a seguito di una sentenza emessa dal giudice per le indagini preliminari, è attualmente ai domiciliari. E indagato per l‘ipotesi di reato di falsità ideologica e materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. Nonché accusato di peculato e truffa ai danni dello Stato – spiegano gli inquirenti – «per la presunta dispersione di vaccini anti-Covid19 ricevuti dal servizio sanitario regionale e risultanti non somministrati».

Un raggiro mirato a far ottenere il Green pass ai No Vax

L’indagine, come fa sapere il Nas di Ancona in una nota, è partita da un’informazione raccolta dai militari. Secondo la quale il medico operava in modo da consentire a più persone di ottenere il Green pass attestando, falsamente, la somministrazione del vaccino anti-Covid. Così, quando i carabinieri del Nas marchigiano entrano in azione, compiuti immediati monitoraggi hanno modo di rilevare dati e riscontri dai quali sarebbe emerso il sospetto di «anomalie nelle registrazioni delle vaccinazioni da parte del medico». “Anomalie” che garantivano ai No vax il conseguimento del certificato vaccinale a fronte di una beffa a cui il dottore dava seguito non iniettando il vaccino, ma sieri fasulli.

Per i falsi vaccini i pazienti arrivavano anche da altre regioni

Esaminate le informazioni e ottenuti i riscontri, dunque, «l’insieme degli elementi raccolti – sottolinea il Nas di Ancona – hanno consentito alla Procura della Repubblica di Fermo di avviare un’attività di approfondimento investigativo». Un’indagine che, tramite verifiche delegate, ha portato ad indagare il medico vaccinatore. Nei confronti del quale gli inquirenti avrebbero acquisito «gravi indizi in ordine alla ritenuta falsa attestazione – che l’indagato certificava inserendo i relativi dati nella piattaforma informativa vaccinale del servizio sanitario – e con cui attestava l’avvenuta somministrazione del vaccino anti-Covid19 in favore di diversi soggetti. Alcuni dei quali, come anticipato, provenienti addirittura da altre regioni. Perché evidentemente la voce, tra i No vax, si era sparsa. E pur di ottenere il Green pass

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