Volantino delle Brigate rosse all’asta (per 600 euro). FdI: “Vendere quel documento è una vergogna”

mercoledì 5 Gennaio 15:12 - di Penelope Corrado
volantino Brigate rosse

“Mettere all’asta il volantino originale delle Brigate rosse, con il quale i terroristi rivendicarono la strage di via Fani, è una vergogna”.. Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, commentando la notizia della messa all’incanto del volantino delle Br con base d’asta a 600 euro.

Meloni: “Quel volantino delle Brigate rosse non va venduto”

“La testimonianza del sequestro dell’allora presidente del Consiglio, Aldo Moro, e il drammatico massacro degli uomini della sua scorta -prosegue la leader di FdI – non può e non deve essere venduto al miglior offerente, ma dovrebbe essere preteso dallo Stato in nome delle generazioni future: segno intangibile dell’orrore di quegli anni. Uno dei documenti che rappresenta l’età più buia della nostra Repubblica deve essere e restare un patrimonio collettivo a difesa della memoria. Da me e da Fratelli d’Italia la più sincera solidarietà ai figli, in particolare un abbraccio affettuoso a Maria Frida, e alle famiglie di questi eroi caduti per difendere la democrazia”.

Mollicone: “Sul caso Moro conosciamo verità tuttora limitate”

Un avvenimento che ha indignato tutti i parlamentari di Fratelli d’Italia. “La messa all’asta del volantino delle Br – ha commentato il deputato di FdI Federico Mollicone – è l’ennesimo affronto alle vittime del terrorismo, soprattutto per i servitori dello Stato caduti a via Fani e per lo stesso Aldo Moro. Esprimiamo solidarietà a Berardi e chiediamo che il volantino messo all’asta sia acquisito dagli archivi statali. Va istituito un Museo per le vittime del terrorismo, con percorsi digitali, dove la storia tragica del dopoguerra possa essere onorata e studiata, come già proposto da Pietro Folena, anche tramite l’acquisizione di documenti di questo genere”.

Per il presidente dell’Intergruppo parlamentare “La verità oltre il segreto”, “sul caso Moro conosciamo verità ad oggi limitate: non conosciamo tutti gli atti della commissione Moro 2, data la natura statutaria della commissione d’inchiesta, come i cablogrammi di Giovannone. Il segreto eteronomo e quello funzionale sono ostacoli alla ricerca della verità storica”.

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