Toscana, protesta per 4 ore su una torre: solo così riesce a ottenere il Green pass per il figlio autistico

martedì 25 Gennaio 20:00 - di Viola Longo
green pass figlio

Si è dovuta arrampicare su una torre di pompaggio dell’acqua e rimanervi quattro ore per ottenere il rilascio del Green pass per il figlio autistico guarito dal Covid. Solo così, dopo questa clamorosa forma di protesta, una donna del Grossetano è venuta a capo di una vicenda che andava avanti da 12 giorni e rispetto alla quale non riusciva ad avere riscontro, sebbene l’assenza del certificato verde comporti una gravissima compressione dei diritti. Una vicenda, quella del ritardo nel rilascio o nella riattivazione del Green pass, che accomuna molti italiani, ma che qui assume connotati ancora più problematici alla luce delle condizioni del ragazzo coinvolto.

Quattro ore su una torre per avere il Green pass del figlio

Il caso si è verificato in località Torre Roma, a Gavorrano, in provincia di Grosseto. La donna è salita sulla torre intorno alle 11 e ne è scesa solo quattro ore dopo, quando finalmente, grazie anche all’intervento dei carabinieri, le autorità competenti si sono attivate per farle avere il documento che spettava al figlio 20enne. La Asl si è scusata parlando di inconveniente tecnico. «Ci siamo attivati immediatamente ed è emerso un corretto iter di presa in carico e gestione da parte del servizio di Igiene pubblica della Asl. In particolare, la comunicazione di guarigione da Covid e quindi di fine quarantena è stata notificata al sistema regionale nei tempi previsti dalla normativa, il giorno 13 gennaio», ha spiegato il direttore della Asl Toscana sud est, Antonio D’Urso.

La Asl punta l’indice contro il ministero della Salute

Il dirigente quindi ha puntato l’indice contro il ministero della Salute. «A tale comunicazione – ha detto – avrebbe dovuto seguire la riattivazione del Green pass, che invece non è avvenuta verosimilmente per un problema tecnico-informatico successivo nella trasmissione delle informazioni al ministero della Salute, deputato allo “sblocco” della certificazione verde. Abbiamo nuovamente inviato la comunicazione di fine guarigione e pochi minuti fa abbiamo appurato che hanno riattivato il Green pass del ragazzo».

La “giustificazione” del «volume dei dati»

«Sebbene ogni attore svolga correttamente la propria funzione, dato il volume estremamente considerevole di dati che il sistema elabora ogni giorno, è possibile che a volte qualcosa non funzioni come previsto», ha proseguito il direttore della Asl, aggiungendo che «comprendiamo l’apprensione e il disorientamento che hanno mosso la signora a una dimostrazione così forte e siamo sinceramente dispiaciuti del disagio che lei e suo figlio hanno dovuto vivere».

Una situazione che accomuna molti italiani

Benché non arrivino a forme di protesta così eclatanti, sono numerosi gli italiani che riscontrano problemi a ottenere il Green pass, senza riuscire ad avere risposte soddisfacenti dalle istituzioni preposte. Chiamando il 1500, il numero di pubblica utilità del ministero per l’emergenza Covid, per esempio, può capitare di sentirsi dire, senza particolari imbarazzi, che è normale dover attendere giorni e giorni. Il problema è che, in base alle norme predisposte dal governo, rimanere senza Green pass per diversi giorni comporta disagi enormi, che possono diventare drammatici in circostanze particolari come quelle della famiglia del Grossetano.

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