Covid, le Regioni al governo: «Misure solo per i sintomatici, anche a scuola. E basta coi colori»

martedì 25 Gennaio 17:45 - di Gigliola Bardi
covid scuola

Superare definitivamente il sistema a colori delle zone di rischio, riservare la sorveglianza sanitaria ai soli positivi al Covid sintomatici, anche per quanto riguarda la scuola, e rivedere la classificazione dei ricoveri, escludendo dal conteggio chi sia in ospedale per altre patologie, anche se poi risulta contagiato. Sono le richieste che le Regioni avanzano al governo dopo la riunione di oggi e che presto invieranno formalmente a Palazzo Chigi.

Fedriga: «Dobbiamo normalizzare la situazione»

«Guardare al futuro e procedere rapidamente verso una normalizzazione della situazione che consenta una ripresa più ordinata e il rilancio del nostro Paese: sono questi gli obiettivi che ci siamo posti oggi e che sono la base di una posizione che i Presidenti delle Regioni hanno condiviso in modo unanime», ha spiegato il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, mentre è stato il governatore del Veneto, Luca Zaia, a sottolineare che «oggi le Regioni hanno preso una posizione forte rispetto alla situazione del Covid».

Per il Covid a scuola «concentrarsi solo sui sintomatici»

«Bisogna cambiare approccio di fronte a un cambio totale di scenario», ha avvertito Zaia, invitando ad  «applicare le direttive dell’Ecdc europeo, e quindi pensare di concentrarci solo sui soggetti sintomatici rispetto alle regole da seguire e di togliere la suddivisone della Regioni in colori, naturalmente mantenendo il monitoraggio sull’andamento dei posti letto in area medica e in terapia intensiva». Per le Regioni il tema dei sintomatici deve diventare centrale anche per i protocolli scolastici, evitando il caos generato dalla continua interruzione dell’attività didattica in presenza, alle quali si va incontro con le regole attuali.

La necessità di una «nuova strategia»

In generale, hanno chiarito i governatori, ciò che chiedono al governo è una semplificazione delle norme, ora possibile alla luce della «mutata realtà», anche in relazione ai vaccini. «È evidente che il modello attuale non funziona, come si è visto con il caos tamponi che non ha assolutamente risolto il problema», ha ricordato ancora Zaia, condividendo in pieno posizioni espresse anche dal presidente della Liguria, Giovanni Toti. «La situazione epidemiologica è in netto miglioramento in tutto il Paese, quindi – è stato poi il commento del governatore della Lombardia, Attilio Fontana – occorre impostare una nuova strategia che consenta ai nostri territori di riprendere a far correre l’economia e ai cittadini di tornare a vivere con più serenità».

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