Quirinale, la fronda M5S esce allo scoperto: «Il voto per Mattarella è un segnale a Conte»

26 Gen 2022 19:27 - di Luciana Delli Colli
mattarella m5s

Un segnale a Giuseppe Conte, per «stroncare sul nascere un eventuale asse con Matteo Salvini». C’è anche questo nel voto che molti parlamentari M5S hanno espresso oggi per Sergio Mattarella, rappresentando larga parte delle 125 preferenze andate al presidente uscente. A dirlo chiaramente, dopo i messaggi più o meno espliciti inviati al leader dai grandi elettori cinquestelle venuti allo scoperto, è stato un parlamentare pentastellato, rimasto anonimo, ma descritto come «di primo piano» dall’agenzia di stampa Adnkronos che ne ha raccolto le confidenze.

Sospetti e manovre: si muovono i malpancisti M5S

«L’obiettivo, supportato dalla forza dei numeri, è quello di stroncare sul nascere un eventuale asse tra Matteo Salvini e Giuseppe Conte», ha detto il notabile grillino. L’intesa tra i leader di M5S e Lega,  secondo la lettura dei malpancisti del Movimento, sarebbe finalizzata a trovare un accordo sulla candidatura della presidente del Senato Elisabetta Casellati. Conte, pubblicamente, si è affrettato a stopparla, dicendo che «la candidatura della presidente Casellati al Colle sarebbe un errore per il centrodestra e uno sgarbo istituzionale». Parole che, però, non hanno convinto gli avversari interni, secondo i quali – in questo in sintonia con diversi esponenti dem – sarebbero state troppo blande.

L’agitazione di Letta e Di Maio per salvare il governo

Decisamente più tranchant è stata, invece, la dichiarazione di Enrico Letta, che su twitter ha scritto: «Proporre la candidatura della seconda carica dello Stato, insieme all’opposizione, contro i propri alleati di governo sarebbe un’operazione mai vista nella storia del Quirinale. Assurda e incomprensibile. Rappresenterebbe, in sintesi, il modo più diretto per far saltare tutto». Una presa di posizione che rimbalza anche sul terreno delle spaccature interne al M5s, dove è Luigi Di Maio a cercare di tenere la barra perché non si comprometta lo status quo della maggioranza, ovvero che si eviti che la partita del Quirinale porti al voto anticipato.

La fronda M5S agita il voto per Mattarella

È dunque anche in questo contesto che bisogna leggere quei 125 voti arrivati oggi per Mattarella e l’attivismo dei sostenitori pentastellati del bis, che, come il senatore Primo De Nicola, hanno esultato rivendicando non solo di essere «in tanti», ma anche pronosticando che «potrebbero aumentare sempre di più i voti per Mattarella». «Ci aspettavamo una sessantina di voti, 125 sono un plebiscito… ora i leader dei partiti non possono non tenere conto di quello che sta succedendo», ha poi aggiunto un parlamentare che ha preferito rimanere anonimo, mentre inizia a circolare la voce di una volontà di porre apertamente la questione, chiedendo ai leader del centrosinistra di sondare nuovamente con Mattarella la possibilità di un bis.

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